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10月22日 Odio avere ragione.Da quando sono laureato ho sostenuto un numero non definito di colloqui, conservo solo una cartella con i biglietti da visita di chi mi ha richiamato per ulteriori colloqui o che si è interessato al punto di darmi un lavoro. In tutto sono trentuno, come le candeline sull’ultima torta, con tutti e 31 ho sempre dovuto affrontare il duro settore delle competenze, cioè in che rapporti sono col Sig. Saper Fare che si sente sempre per i TG, esprimendo la mia opinione senza paura. Credo che Saper Fare si conosca sul campo, se si cerca un professionista affermato non si deve cercare tra i laureati da meno di 5 anni e si deve essere disposti a stipendiare bene. Per questo qualcuno mi ha riso in faccia, lamentandosi che l’università dovrebbe pensare anche all’esperienza e che quindi dovrebbe pensarci lo stato. Credo che il governo voglia tagliare la formazione, per cui non capisco se cercano di far sbarcare a Lampedusa col gommone anche i tecnici o hanno un piano di riserva. Detto questo, trovo QUESTO (ripetizione voluta e sarcastica di “questo”) sul sito della fondazione Nord Est, la terra natale del Sig. Saper Fare. Ci sono rimasto male, in sostanza uno studio approfondito ha scoperto che gli imprenditori si lamentano della formazione e non sanno dove trovare i tecnici ma non vogliono formarli direttamente. Questo gruppo di imprenditori ha pagato delle persone per scoprirlo, mentre se mi lasciavano il biglietto da visita glielo spifferavo per un posto di lavoro. Odio avere ragione. 10月21日 CabarettistaTrovano divertente la mia presenza al centro del palco, dovrei dire che il palco è marcato dalla mia presenza per come sono sempre il centro. La scena di solito viene usata per lavorare, passano un sacco di colleghi con molte carte in mano, diventa palco solo quando giocano. Scale, colori e tastiere si esaltano solo se le tengo io, magicamente cambio il seme e tutto si mescola per i fortunati che ammirando il mio spettacolo, da uomini come me salgano al ruolo di giudici. Giocare con loro mi piace ma guardare quando capita agli altri è più divertente, diciamo che la preparazione dell’evento mi lascia più soddisfatto di quello che ammetto e lasciare il momento catartico agli altri non mi dispiace. Io faccio sempre finta di non capire, rende più simpatico e degradante il cartello sulla schiena, far credere che non mi sono accorto di nulla. Minuti di lavoro preziosi da parte di scenografi e autori, in questo ambiente sono la stessa persona e coincidono con chi divide gli incassi. Il tempo comico non mi interessa ma se serve per far saldare puntualmente il conto a fine mese mi basta, altre professionalità da mettere in scena non ne ho per cui se mi assegnano il palco sono contento lo stesso. Resta un modo pulito di guadagnare soldi. Che poi far ridere non sia la mia professione poco importa, un impiegato per sopravvivere deve trovare un modo per distinguersi da un componente qualsiasi dell’ufficio. Anche quando differenziarsi significa mostrare una dignità e lasciarla calpestare. 10月17日 Euro collassiDai dibattiti sulla gestione dell’emergenza energetica e ambientale ho recepito la convinzione di molti politici della vicinanza del collasso e la presunzione di poterlo gestire con tranquillità senza incidere sui grossi capitali. Provo a spiegare la mia preoccupazione. Tra le civiltà del passato remoto alcune sono sparite nel nulla senza che un’altra abbia applicato il genocidio e senza lasciare un DVD, eppure erano amministrati da persone che dovevano affrontare problemi assimilabili ai nostri. Come orde straniere, carestie o derrate contaminate e gestione della società. Un esempio, facilmente pescabile dall’immaginario collettivo, è l’isola di Pasqua, su cui neppure Kevin Costner è riuscito ha messo la parola fine. Le mie convinzioni in materia derivano dalla lettura di “Collasso” scritto da Jared Diamond (Ed Einaudi), che spiega in modo scientifico come molte civiltà siano collassate sotto il peso dei loro bisogni. Argomentando con le tesi più accreditate e con gli studi più recenti arriva a sostenere che la fine di molte civiltà del passato è riconducibile alla concomitanza di cinque fattori:
Non è un libro semplice, il linguaggio è tecnico e l’autore è conosciuto per essere un ottimo biologo al servizio della storia e non un romanziere. Ha molta più autorità in campo scientifico di Jeremy Rifting. Ma alcuni passaggi sono comunque interessanti, come la storia di Tikopia e il caso del Montana. Io non faccio fatica a trovare tutti i fattori tra le pagine dei giornali. Mi chiedo se sono disfattista/demagogo/allarmista o se aspettano un evento orribile per dichiarare l’urgenza di certe misure. 10月14日 CapostazioneUn riconoscimento, una rivendicazione autonoma da parte della categoria o un attestato di stima delle autorità trasformerebbero questo posto sospeso tra il rimpianto e il distacco nella dimensione ideale per chi vuole partire. In tutta fretta o comodamente disteso su una panchina ad aspettare un treno che non passa per vari motivi, compresi i più tristi. Ho un dialogo interiore con la Voce dell’altoparlante, vibra dentro me come una chiamata per diventare rimedio alle sofferenze dei passeggeri, per ogni viaggiatore che non ha nessuno con cui parlare. Faccio la persona seria e scambio quattro battute, ricevo la pallina e ribatto nelle linee dei luoghi comuni bianchi e simpatici. Se il cliente sbaglia ed esce dal terreno con un colpo da maestro allungo e svicolo verso teste di serie garantite dal vestiario, persone distinte che anche con uno stato d’animo rovescio riescono a raddrizzare una scambio poco favorevole. La classe non è acqua, lo sappiamo bene noi che differenziamo i vagoni. La spazzatura dei vagoni dell’eurostar è migliore delle altre, riesco sempre a ricavare qualcosa per calmare la fame. Vivo qui e non mi sfuggono i passeggeri che non vogliono pagare, spesso resto qui dentro anche fuori servizio quando dove vivo mi è impossibile entrare. Non che ci sia qualcuno che mi aspetta, spesso “casa” è occupata da viaggiatori cattivi. Mi fanno sentire come un pazzo, nessuno mi vuole riconoscere come capostazione, devo procurarmi un’uniforme. Perchè pagare di più?Forse stavo approfittando troppo delle tariffe basse di Tele2 ed hanno deciso di tagliarmi dal mondo virtuale e telefonico per 5 giorni. 10月9日 Diario di Guerra: Back in actionQuando l’obbiettivo non viene raggiunto e distrutto qualche manovra non è stata compiuta in modo corretto. Da buon soldato ripasso tecnica e strategie, lustro le armi e inizio a masticare tabacco per manovrare il tutto verso una buona fine. Mai capito perché devo masticare tabacco con quello che costa comprare un pacchetto e sventrare tutte le sigarette per una masticata, ma nei film i più cattivi lo fanno e sventrare mi tiene in allenamento per la missione. Ma forse sono quelli dei western ed è il napalm che mi fa sragionare. Io sono uno stramaledetto soldato. Già in questa brutta guerra, dove siamo tutti contro, l’unico obbiettivo è avere un lavoro prima che le banche cedano il passo alla recessione. La guerra è dichiarata. Il Generale CasterNic è tornato sul campo di battaglia. Missione: Lavoro.
CasterNic 10月8日 Una marchetta utileSui quotidiani oltre alla pubblicità classica, fatta di messaggi subliminali e colori, esiste una forma di promozione che alcuni trovano fastidiosa, esercitata dallo scribacchino che inserisce lodi e bugie per far contento qualcuno, detta marchetta. Io la trovo divertente ed inutile, ricordo con piacere come venne lanciato il gruppo musicale del figlio di Galliani (I 7 Vite) e come la Gialappas smascherò la marchetta con sputtanamento cosmico. Ultimamente mi hanno fatto ridere due marchette per il libro autobiografico di Christian De Sica, forse i posteri diranno che è un volume necessario ma credo che se si indisse un referendum per abolirne la pubblicazione ci troveremmo col primo partito italiano. Entrambe del Corriere della Sera, l’ultima e palese sul Magazine di questa settimana. Leggendola mi sono ricordato della prima, che mi aveva fatto ridere e riflettere, sempre sul Magazine (18/09/2008) nella recensione dell’ultimo lavoro di Paolo Conte. Il giornalista partiva da un ricordo inserito nella biografia di Christian su Cesare Pavese che investiva il padre Vittorio del titolo di più grande narratore italiano della sua epoca. Un giro di parole assurdo per dire che certe opere sono dei veri romanzi, come aveva intuito Cesare Pavese guardando i film di Vittorio De Sica. La cosa mi ha fatto piacere perché ho realizzato che certa musica è come un romanzo, piacevole, evocativa e capace di fare riflettere. Prima o poi anche la marchetta diventerà arte. 10月7日 Gatto SilvestroQuel posto rimane sempre uguale, non invecchia perché l’utilizzo non è mai avvenuto e Silvestro non se la sente di toccare mobili e attrezzature che prima o poi dovranno essere pronti per l’uso smodato. Immagina, mentre guarda quella stanza al piano terra dalla finestra, notti intere a far ballare le dita sulla macchina da scrivere, il posacenere pieno di resti e fogli sparsi per terra stritolati dalla furia creativa o a pezzetti come coriandoli per il contenuto troppo riservato, ha le chiavi ma aspetta la Notizia per aprire le danze. Poco importa se il tempo ha fatto diventare vecchi i suoi ferri del mestiere, con quel tipo di ruggine difficile da percepire se non come obsolescenza. Da micino era tenuto in disparte da tutti per quel colore che porta tanta sfortuna indossato dai suoi simili, solo alle superiori una compagnia ninfomane decise di diventare la sua vicina di banco, ma per poter toccare le parti bassi con la scusa della scaramanzia (“sai stò di banco col gatto nero, se ti do una strofinata non mi farà jella per oggi”). Isolato anche per un difetto di pronuncia si immerse nella scrittura e divenne il piccolo redattore capo del suo giornale. Dove contrapponeva orrore e bellezza, orrore e storie d’amore, orrore e spettacolo e mai solo orrore e orrore per non diventare noioso. Peccato che nessuno aprisse i suoi fogli A4 per leggere e quindi diventare un lettore, ma solo per fare gli stoppini per le cerbottane e quindi considerarlo un buon fornitore di carta. Silvestro investì tutti i soldi della sua buona uscita dalle superiori per attrezzare la stanza promettendosi di entrarci solo con una grande notizia. Sapeva dove trovarla, c’era una canarina che assisteva a tutte le riunioni di alcuni tipi loschi di Metropolis, doveva solo farla cantare. Peccato che la vecchia e il cane a custodia di quella Titti lo accusano di volerla mangiare. Lui che è vegetariano, deve affrontare anche quel tipo di offese, senza che nessuno metta in dubbio la loro parola. Se non fosse nero e parlasse bene le cose sarebbero diverse. |
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