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日志


11月29日

Scrivere

 
Quanto mi piacerebbe sapere scrivere bene. Così bene da essere il mio autore preferito.
11月22日

Anche no

 
Seduto sulla sedia a gambe incrociate non si guardava avanti per paura di dovere punire. Mani distese sul tavolo a incorniciare uno schermo orizzontale e le slide dietro, poco sopra la testa, a mostrare i tempi che furono, come ha già fatto tutti gli altri anni che ha passato ad invecchiare in quell'edificio. Normale, regolare e ritmico quasi quanto il ciclo delle cose che deve spiegare, riparte ogni anno dallo stesso argomento e lo conclude con uno cronologicamente sequenziale. E come tutti gli anni conosce benissimo la domanda che i ragazzini gli porranno alla fine della lezione. Peccato che la risposta sembri senza senso anche a loro, lui l'ha imparata a memoria come da programma ma una mente più giovane dovrebbe capire e invidiare.
"Scusi prof..."
"...si..."
"..ma perchè gli antichi partivano col festeggiare Natale a novembre?"
"Per i mercanti era un modo per.... e i bambini..."
L'aveva ripetuto troppe volte, non gli andava, per una volta i capricci voleva farli lui. Se erano tanto curiosi poteva passargli la circolare ministeriale, lui per rispondere aveva alzato la testa dallo schermo con le foto della moglie. Anche no, perchè perdere altro tempo con una cavolata.
 
11月18日

Diario di guerra: un potere speciale (avviso: post logorroico)

 
In coda per comprare un Cd come tanti altri prima e dopo di me sembrando una persona normale è semplicissimo. La fila si sposta solo in un senso e basta dosare la lunghezza del passo per non urtare chi precede, l'abbigliamento non conta come in altre situazioni e alla commessa che comanda la coda interessa solo il conto. All'uscita lo scontrino è il documento ufficiale che attesta l'esame del mio portafoglio come positivo per l'acquisto. Come tutti quelli che mi hanno preceduto e che mi seguiranno.
Uscito dalla coda noto che torno ad essere tranquillamente uno dei tanti e anche se il senso di marcia non è più unico ma più simile al dribbling, le facce e le mosse possono essere un buon indizio per intuire che tutti hanno i loro problemi e che  cercano di mimetizzarli. Semplicissimo anche se nessuno si somiglia, il desiderio di normalità può essere realizzato da chiunque senza avere poteri particolari.
La cosa è più difficile quando esco dal centro commerciale, già la macchina comincia a fare la differenza e può anche essere un indice dei problemi personali. Da buon soldato in terra di nessuno ho la macchina più sporca, tenuta male e mediocre della media. Un osservatore attento potrebbe quasi tracciare un profilo personale guardandola da fuori senza avere l'intuito di Sherlock. Ma salendo sulla macchina facendo finta di niente e mettendo in bella vista il sacchetto simbolo di acquisto riesco comunque a mimetizzarmi. Buon risultato, massima resa con il minimo sforzo.
Il gioco si fà duro quando vado a lavoro, chi osserva non guarda soltanto la macchina, a volte non la guardano neanche, per mimetizzarmi non basta neanche la tuta di ordinanza perchè vengo subito notato in ufficio per il mio odore da discarica e in impianto per non essere un camionista o un operaio straniero. In certe occasioni nenache fingendo l'ingnoranza riesco a mimetizzarmi. Quando passa il capo, quando c'è un problema che richiede una vitimma sacrificale, quando c'è da colpire qualcuno o scegliere un soldato per mandarlo in avanscoperta senza neanche una cartina vengo individuato in automatico. Ormai mi basterebbe essere mandato in avanscoperta con una cartina qualsiasi, magari di una bella località, tanto per avere l'illusione di viaggiare lontano da qui. Altro che armi sempri più potenti, per vincere una guerra non devi farti vedere neanche dalle pallottole.
Ho come il sospetto che se Dio volesse farmi la grazia di un potere speciale non avrei dubbi: mi darebbe i poteri del camaleonte. L'invisibilità mi renderebbe solo mentre il mimetismo mi farebbe trovare molti alleati. E ho come la sensazione che molte altre persone che mi hanno preceduto e che mi hanno seguito hanno lo stesso desiderio. Quelli del centro commerciale.
 
CasteNic
 
11月12日

Diario di guerra: Sex and bullets

 
Un padre aspetta per nove mesi il figlio cercato, il carcerato aspetta che qualcuno gli dica di avere saldato il debito e lo studente aspetta la campanella. Il soldato attende la fine della guerra. O il congedo per manifesta incapacità.
Avevo già salutato tutti e dato i miei effetti personali a chi più ne aveva bisogno, tanto ero sicuro che la fine della guerra fosse arrivata. Ma al generale servo ancora per almeno sei mesi. Ha sicuramente calcolato quanto veleno posso ancora assorbire senza morire. Per i danni all'equilibrio mentale lui non ha colpa, ero già guasto prima di entrare in guerra.
Sono tornato sui miei passi e ho cercato di recuperare tutta l'attrezzatura, ma i fidati amici d'armi se la erano già venduta. Di nuovo corpo a corpo col nemico per tutta la mattina. Poi nulla di nuovo da est.
 
Casternic
 
11月11日

Film o telefilm

 
Nei film visti al cinema la fine arriva sempre, comodi nella poltrona, a volte scontata a volte a sorpresa. Per fortuna il piacere di vedere il film non dipende solo dal finale, può piacere per la trama, per i significati, per gli effetti speciali, perchè fa sorridere, piangere o semplicemente perchè nella poltrona vicina c'era qualcuno per cui valeva la pena uscire.
Peccato che della vita non si possa dire la stessa cosa, neanche uscire dalla sala e avere solo una impressione più o meno profonda da raccontare o da tenere nascosta. Purtroppo non ci sono somiglianze o similitudini. Nella vita non sei in poltrona, la trama non è scritta, a volte è senza significato, gli effetti speciali sono le brutte sorprese, se piangi o ridi dipende tutto da te e la poltrona vicina può essere vuota. Speri che l'uscita dalla sala avvenga il più tardi possibile perchè non sai cosa c'è fuori o perchè come un politico sei attaccato tua poltrona.
Mi piace comunque pensare che qualcosa di cinematografico nella vita ci sia. A me piace non sapere in che cinema sono finito perchè col buio della sala non riconosco neppure quanti sfortunati stanno vedendo lo stesso film. Sono sicuro di volere uscire dalla sala il più tardi possibile per vedere tutti i titoli di coda e leggere il nome del regista, il vero nome dei personaggi e di tutte le comparse per capirci qualcosa. 
Forse la mia è una visione della vita troppo passiva. Forse sono direttamente nello schermo. Se fosse così mi piacerebbe di più essere dentro il piccolo schermo. Dentro un telefilm, con più puntate e più soluzioni. Magari fossi nell'A-Team.
E se invece la vita fosse più simile ad un videogioco??
Aveva ragione Bob Dylan: "the answer, my friend, is blowin in the wind".
11月9日

Campane

 
Non avere una laurea nel mondo non è una discriminante per vivere. Chi la possiede dovrebbe avere solo una maggiore capacità nell'entrare nella sua materia di competenza, ad esempio a chi ha una laurea di tipo informatico non si richiede di conoscere tutti i programmi ma di avere il bagaglio culturale per poterli costruire, gestire, scoprirne le funzioni o impararne l'uso in tempi brevi. Titolo di studio a parte chiunque può prendere un pc e insistendo con l'esercizio ottenere lo stesso risultato, senza darsi limiti di tempo, e magari diventare migliore dei laureati.
Al massimo qualcuno richiama il titilo di studio come valore, per esporlo sui biglietti da visita, per farsi riconoscere dai simili e farsi trattare da persona "studiata", ma ormai la laurea col C.E.P.U. la danno a pagamento, anche gli animali possono averla. Una volta presa la laurea è facile arrangiarsi e imparare un mestiere.
Anzi, è anche troppo facile, perchè se ci penso un animale ha già preso la laurea. Non scendo nei particolari ma sono sicuro di averne incontrato uno. Talmente animale da farmi girare le balle.
Ogni dubbio mi ha lasciato la testa quando l'animale ha domandato come mai sentiva il suono delle campane così vicine senza capire che il suono meccanico non veniva dall'alto di un campanile ma dal basso, da terra, perchè le balle sfioravano il suolo e cozzando da anni ormai sono di metallo. Togliendo la faina e la iena, quali altri animali possono prendere una laurea? Un pinguino (già vestito elegante)? Il famoso Dodo (che non si è estinto ma vive fra noi)? L'ornitorinco (che vive come ornitorinco solo in Australia ma qui gioca a fare la scimmia con pezzo di laurea)? Oppure gli alieni sono tra noi e le astronavi non le hanno inventate, ma crescono sugli eqivalenti degli alberi.
Io prima della proclamazione di laurea proporrei un tampone per l'analisi del DNA, evitiamo di darle almeno a chi è una bestia.
Mah...
11月4日

Tonto

 
Quando uno è tonto come me dovrebbe avere delle attenuanti per tutte le caxxate che combina. O un numero di sbagli minimo prima di considerarle volontarie. Dovrebbero farmi specie protetta, c'è chi su noi tonti ci campa, se ci estinguiamo che ne sarà di loro. I cacciatori hanno cura di avere una fauna sempre presente, perchè i furbi non mi preservano?
Ci sono campagne di sensibilizzazione per tutti, perchè non per quelli come me?
"Adotta un tonto, che ai furbi aiuta il conto".
 
p.s.: ho speso soldi per una boiata pazzesca, perfino fantozzi avrebbe pena......
11月3日

Come una canzone dei Travis

 
Piacciono tanto le classifiche e le statistiche alle gente comune che non capisco per quale motivo nessuno proponga una classifica dei dischi più tristi del mondo o la statisticha di quanti ascoltatori si appassionino alle cose deprimenti per principio. Una fetta di mercato che potrebbe essere grande quanto la torta intera. Maniaci depressivi, innamorati delusi e vittime varie hanno voglia di sentire qualcosa che parli di loro, perchè la Macarena e tutti i motivetti allegri vanno bene per tentare l'accoppiamento e sono una buona scusa per festeggiare. Sentirli da soli è dannoso. Sfido chiunque ad ascoltare un intero album di ritmi latini in solitudine, per riuscirci si dovrebbe chiamare a raccolta tutti gli amici immaginari per un trenino o perdere qualche punto del quoziente di intelligenza. Lo stesso effetto del vigile urbano con l'autovelox sulla patente. Senza poi contare che si dovrebbe spiegare ad uno psichiatra che tutti i problemi sono legati alla "Gasolina".
In una eventuale lista ci metterei la grande maggioranza dei "cantautori" italiani e una bella porzione di americani, dall'hip-hop al metallo pesante. Tutti pieni di problemi sociali-amorosi-esistenziali, senza essere dichiaratamente tristi, senza parlare apertamente di tristezza usano i termini: "messaggi per esorcizzare e superare", "parlare allo stomaco della gente", "catarsi sociale di un occidente malato"o "@##*@ !!". Io direi che è lievito per la torta del mercato. Poi coi conti in banca che lievitano esorcizzano tutti i mali e tutti i problemi.
Se mai mi scegliessero come campione statistico, prima di invocare la privacy augurando un buon soggiorno al bagno e mandarli dai miei vicini, consiglierei un disco solo: "The man who" dei Travis. Dalla copertina si capisce che se si volesse andare in un bar e bere per disperazione ci si può fare accompagnare da loro, ipotizzo che basti una sola serata per poi avere problemi di alcolismo per il resto della vita.
 
11月1日

Sorprese (noia)

 
Mi capita spesso di passeggiare e di vedere cose strane, ma oggi ne ho vista che mi ha colpito più del solito. Ultimamemte con la vita che faccio sono abitudinario e i percorsi sono sempre gli stessi, per cui il paesaggio è sempre uguale, tanto che potrei starmene seduto sul divano mentre un criceto corricchiando dentro una ruota fà girare un cartellone con il solito paesaggio. Però il criceto non produce aria fresca mentre corre e fortunatamente trovo sempre qualcosa che mi sorprende e che non riesco a fare meno di fissare per qualche secondo prima di capire il motivo della sorpresa. Ad esempio se incontro una persona per strada vestita in modo bizzarro ho la sensazione di ricevere un pugno in un occhio prima di realizzare che il soggetto si è semplicemente alzato/a dal letto con un estro artistico modaiolo attaccato alla spalla. Oppure di vedere un coppia e avere la sensazione che tra i due ci sia qualcosa di stonato, per poi notare che lei arriva giusto all'altezza della cintura di lui (o perchè lei è bassa o lui è alto) e fare i soliti pensieri maliziosi di rito.
Ma questa mattina ho impiegato diversi minuti per capire cosa ci fosse di stonato in una signora di 50-55 anni che passeggiava dall'altra parte della strada. Era una signora qualunque senza segni particolari, sicuramente solo una signora, con un auricolare e una borsa. Non la conoscevo, non era attraente, era da sola. Solo che mi ero girato per vedere chi cavolo stava ascoltando una vecchia canzone dei take that (erano loro, la canzone la facevano sentire per radio quando ero giovanotto), individuare lo sfigato con lo stereo di casa al massimo per ascoltare i take that. Invece la signora aveva un lettore portatile/lettore mp3/i-pod o qualcossa del genere ad un volume così alto da farmi riconoscere la canzone ad una ventina di metri.
Spero fosse sorda o che la diffusione del rumore fosse facilitata dal silenzio della mattinata festiva.
Che storia interessante.. no?
PettegoNic