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9月27日 Margarita e puzzetteIl piccolo tabù, che fà ridere e mette in imbarazzo. In ambienti chiusi è terrebile. Terribile in un ascensore. Terribile in due, non c'è possibilità di errore sul colpevole. Commovente se la colpevole dice che le "si ripresenta" il margarita di ieri sera, si può solo sorridere perchè è un momento di imbarazzo per entrambi. Poi passi un paio d'ore a domandarti per quale motivo il margherita le deve "venire su" da quella parte. Forse ci sono usi e costumi molto diversi dai miei, che ignoro, e che potrei conoscere senza intraprendere viaggi. Ma in questo caso preferisco restare nell'ignoranza ottusa e campanilista.
Chiedo scusa per la volgarità gratuita ma è una storia vera. Volevo scrivere il diario di guerra ma le ferite sono sempre più profonde, presto potrei disertare e andare a pescare supercrabs.
Nic 9月17日 Diario di guerra: tempo traditorePer un soldato debosciato del mio calibro le previsioni del tempo per questa settimana hanno giovato al morale e alla voglio di presentarmi al fronte. Nubi, pioggie e venti freddi avrebbero guastato la missione giornaliera e mi avrebbero garantito una sana giornata nelle retrovie a sistemare carte per il genio logistico. Purtroppo le previsioni generali hanno toppato per un piccolo paesino della bassa padovana, bersaglio designato della missione. E garantisco che benchè le nubi abbiano sfiorato il sito della battaglia, nessuna goccia mi ha rovinato la festa. Un anti ciclone della fortuna. Missione conclusa con successo, ma avrei preferito fallire ed essere fucilato per diserzione.
Generale CasterNic 9月16日 Diario di guerra rapporto settimanaleNel momento in cui le parole delle canzoni parlano di niente, o di un vuoto riempito di buoni sentimenti, e le note restano incise nella mente senza troppe pretese, il buon soldato intuisce che il giocattolo nella testolina si è rotto. Portato in missione ai confini occidentali dell'impero aziendale, alle falde dell'altipiano (paraponzi ponzi pò), per catturare fatturato e verificare la qualità delle provvigioni militari all'origine, il mio plotone si è imbattutto in una realtà degna del miglior meltin-pot in grado di rompere ogni schema mentale.
L'avvistamento di una tribù nomade (che benchè nomade stanzia nello stesso boschetto da 15 anni) nell'utilizzare il passaggio segretissimo, costituito da una porzione di recinzione vistosamente sventrata a 50 cm dal cancello principale, ha fatto intuire una condivisione del territorio operativo con qualche piccola rottura di coglioni. La situazione è stata risolta dopo qualche offesa in un italiano incerto da parte della piccola prole dei quasi-autoctoni nomadi (che da adesso codificherò col nome di trapiantati) non raccolta dal plotone e dall'indifferenza mostrata nel loro ricercare tra il rifiuto secco materiale rivendbile o rindossabile, che ha sancito l'inizio di un tacito patto di non belligeranza. La tattica venne suggerita da un addetto alla raccolta di un esercito alleato che da anni ci convive nelle ore di lavoro e che durante il pranzo amava intrattenerci con racconti sui trapiantati e la sua comunità padana. Neanche i cow-boy intorno al fuoco hanno tante avventure da raccontare, e a noi soldati i suoi racconti sembravano vere balle. Mi auguro che il soldato le usi per addormentare i figli al posto delle fiabe, visto che potrebbe avere più soddisfazione nel parlare ad una platea ancora convinta dell'esistenza di babbo natale e del super sayan che ha superato il limite. Del resto ai trapiantati non interessano i nostri scalpi ma i nostri scarti. Per concludere il rapporto sul meltin-pot ho avvistato un nero (uomo di colore) e un giallo (cinese) lavorare in selezione plastica, mi è stato garantito che entrambi non parlano in italiano, per cui deduco che si esprimano con i gesti internazionali o che entrambi abbiano appreso i motti che i nostri anziani usano per giocare a carte. Non se faranno niente dei motti, ma piuttosto che non comunicare è sempre meglio dire "carico", "scartina" e "Re".
Dopo tre giorni di missione con ancora le occhiaie per le sveglie all'alba il ritorno al fronte è stato traumatico: un palista con caviglia fratturata, una nuova missione programmata per la prossima settimana e il sabato mattina bloccato per la guerra con inizio della battaglia per le 8:00 a.m., che significa sveglia alle 6 di mattina (di sabato). Per il resto soliti scontri e fatti di poco valore. Pugnette.
Tornado a casa in questi giorni mi sono reso conto che non ho più la curiosità di ascoltare musica. Mi si è rotto il giocattolino. Quello nella testa.
Generale CasterNic 9月9日 Buon Compleanno a MeEvito bilanci dei primi 30 annni della mia vita e passo al sodo: che me ne faccio dei prossimi 30.
Ho una guerra da vincere nei pomeriggi lavorativi e una certificazione da portare avanti durante le medesime mattinate in attesa della guerra, ma questo mi occuperà ancora per poco per cui devo cominciare a programmare il futuro. Per prima cosa se decido di credere ai telefim (Friends; x-files; A-team; Mc Guiver; Magnum P.I.; C.S.I.; Una bionda in libreria ecc ecc), i 30enni hanno una vita sentimentale molto più complicata di un adolescente, usano armi ogni santo giorno, aggiustano macchine con ago e filo e con il metallo aggiustano gli uomini, parlano con gli alieni e in alcuni casi hanno anche rapporti sessuali con loro (Visitors), saranno i guai e le donne a cercarmi, io dovrò solo andare a vivere in un condominio e trovarmi un lavoro da impiegato, il resto verrà tutto da solo. Sex, love e war ogni giorno.
Se dò ragione a Paolo Villaggio devo solo trovarmi la Pina e avere un lavoro da impiegato qualunque sognando di avere un rapporto adulterino con una collega carina nell'attesa della pensione, e una volta in pensione aspettare la morte.
Se dò ragione al vangelo devo darmi una mossa per guadagnarmi un pezzo del Regno dei cieli, magari andando a fare l'Agronomo senza frontiere in Botsuana o nel deserto.
Mi stò facendo troppi voli pindalici (modo elegante per dire "seghe mentali") per cui la faccio corta: chi vivrà vedrà. Per cui buon compleanno a me.
Nicola 9月6日 Diario di guerra parte 1Non ci sono spazi sufficenti per bombardare il nemico, non per il rischio di colpire degli innocenti ma perchè ne verrei ferito più io di loro. Di ritirate strategiche non si può discutere, qui o si lavora o si muore. Le armi chimiche sono fuori discussione, loro sono resistenti ai peggiori batteri e camminano nonostante nelle vene scorri sangue avvelenato da metalli ancora sconosciuti alla chimica, il KBG per eliminarli potrebbe solo pregare padre pio, ma uno di loro è talmente devoto da esserselo tauato sul braccio sinistro e avere imbastito un altarino votivo sul cruscotto del camion. Che poi per comunicare usino le bestemmie come messaggi in codice morse (blasfemia corta è il punto, blasfemia lunga è il trattino)poco importa, padre pio nel vedere tanta devozione sicuramente tiene le orecchie chiuse. Il corpo a corpo ha lo svantaggio che loro sono più preparati da battaglie per parcheggiare vicino alle bettole e alle battone più economiche, dalla mia ho solo il mio odore più repellente del loro.
La missione è convincere i camionisti ad aprire i ganci dentro il capannone per evitare inutili spargimenti di percolato da discarica, le armi sono una macchinetta fotografica, la pazienza e un set di provette. I generali vogliono la guerra vinta in tempi brevi, io prevedo che la guerra la vinceranno quando avrò un altro lavoro.
Forse ho degli alleati sul fronte nord, ho avvistato degli omini verdi al galoppo di topi di 50 cm (coda esclusa) inveire contro il percolato che imbratta le loro piste di caccia.
Generale CasterNic |
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