Nicola's profileNel cassettoPhotosBlogListsMore Tools Help

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    December 28

    Ciao Vanni (a.k.a. Winnie the Pooh)

     

    Caro Vanni,

    purtroppo non mi manchi, voglio essere sincero dalle prime battute. Non è stata tutta colpa mia, mi piacerebbe tanto che fosse un punto fermo in questa discussione, anche se il tuo contraddittorio non può essere allegato.

    Dopo la tua scomparsa ci siamo trovati più volte per ricordarti e non siamo riusciti a tirare fuori un solo aneddoto decente per passare la serata con qualche lacrimuccia, giusto per intonare un piagnisteo. Al primo ritrovo il picchio che ti abitava sopra ha parlato di un problema che ti affliggeva le retini e di come fosse difficoltoso per te leggere il giornale, ma quando la talpa che ti stava sotto ha fatto il suo ingresso in sala la commozione ha lasciato lo spazio all’imbarazzo del picchio che ha domandato chi cavolo era il morto. Abbiamo fatto una cena a base di miele e ancora adesso mi domando come cazzo facevi a mangiare la pasta dolce.

    Tutto passa, come gli interminabili pomeriggi a chiacchierare di “miele e miele” che interrompevi solo per cantare “Piccola Ketty”. Passerà tutto, come la macchina sopra di te, in un secondo. Passerà tutto, anche questo senso di colpa che non capisco, perché il freno a mano non l’ho disinserito per sbaglio ma la colpa di esistere era tua.

     

    Tuo Tigro

    December 18

    Gargamella, il paiolo e Bue Grasso

     

    Lo si notava anche senza cercarlo, un uomo grosso in un villaggio di malnutriti spicca per il suo portamento e lo spazio che occupa al mercato. Stranamente soffice al tatto e veloce nel sparire dietro gli angoli quando gli occhi si posavano insistenti era una persona premurosa e istruita molto più di quello che si poteva pensare. Nella mattinata gli avevano detto che Gargamella non si faceva vedere da mesi e che restava chiuso nel suo studio per giorni interi facendo piccole uscite per ispezionare un punto del fiume. Preoccupato decise di andare a trovarlo con la scusa di sentire qualche consiglio medico per la sua compagna che non stava bene. Nessuno si sarebbe fidato delle pozioni e delle diagnosi di Gargamella e Bue Grasso avrebbe etichettato qualsiasi medicina prodotta da lui come placebo utile per tutto e niente.

    Gargamella aveva accolto Bue Grasso alla porta con la solita tunica nera come la notte, dono di un druido secondo lui ma per il sarto del paese frutto di una giacenza del tessuto sotto la sua riserva di carbone. Introdotto nello studio Bue Grasso notò il paiolo, che Gargamella dichiarava antico ma che il fabbro diceva essere il primo esercizio del figlio col metallo, colmo di liquido denso e blu. L’aria provata di Gargamella e il riflesso azzurro dei denti gli fecero sospettare l’assunzione dell’intruglio dallo stesso produttore.

    Esaurito il dibattito sulla salute della moglie Bue Grasso iniziò ad interrogare Gargamella sulla sua salute con in tasca una lozione di erba spumosa e qualche denaro in meno. Presto Gargamella raccontò di come aveva scoperto il luogo in cui i puffi andavano a fare il bagno e di come riusciva a catturarli, soltanto un puffo con gli occhiali riuscì a fuggire ma dalle condizioni in cui era si diceva certo di una sua morte veloce. Gargamella era disperato per la sua incapacità nell’utilizzo delle formule del libro che prometteva ricchezza e lunga vita con i puffi, aveva cucinato e spellato 32 esemplari e aveva bevuto innumerevoli intrugli blu senza ottenere nulla. Lo sguardo perso e le occhiaie potevano essere il segno di una intossicazione o di notti insonni. Bue Grasso, preoccupato per lo stato alterato dell’amico, sfogliò il libro alla ricerca di un ingrediente tossico contenuto nelle ricette. Non trovò nulla, solo una piccola postilla sul retro della copertina. Una nota piccola che lo mise subito in allarme per la salute mentale di Gargamella: “ATTENZIONE: il libro esaudisce i desideri solo se si avverano”.

    December 15

    Il fiume puffoso

     

    Quattrocchi si muoveva impacciato tra quella piccola folla; posava lo sguardo cercando qualcosa addosso agli altri piccoli amici. Una goccia di sudore, a dicembre, avrebbe fatto apparire Investigatore dall’angolo della prima casa in quella rete, che Puffo Urbanista ha voluto speculare e simmetrica, per quanto era sospettoso. Ma Quattrocchi era morto da tempo e il puffo che lo impersonava era Investigatore che, stava marcando ogni puffo con piccoli segni visibili solo ai suoi occhiali puffosi.

    Il sudore che colava dalla fronte non era il prodotto di fatiche ma la paura che cercava di trovare spazio tra la pelle blu. Contava e ricontava, ma di puffi ne aveva segnati solo settanta senza traccia dei rimanenti. Nessuno si era accorto delle assenze a parte lui, che aveva dovuto marcarli senza sosta per diversi giorni. Solo l’assassino si era spaventato nel vedere la vittima puffare liberamente.  Di questo era certo ed oggi poteva dare un nome a quel buffo muso che non aveva aperto bocca in sua presenza; troppo uguale agli altri. L’aveva fermato al fiume.

    “Che è meglio! Come chiede sempre il Grande Puffo: siamo sempre ciò che desideriamo, tu cosa desideri?”

    “Che mi molli, che mi dici chi sei e che vai lontano da me.”

    “Eh eh eh. Ma chi lo desidera, che è meglio?”

    “Puffo Libraio, il 99°. Tu chi sei?”

    “Quattrocchi! Che è meglio!”

    “Lo imiti malissimo, non c’è più”

    “…L’hai ucciso tu”

    “No, ma non mi ha restituito un libro”

    La conversazione non andò oltre, una tunica di tenebre li sorprese.

     

    n.b.: grazie a gei gè!

    December 14

    Winnie the Pooh

     

    Certe eredità affettive sono solo il peso del passato, grosso come un macigno sulla personalità. Non si conosce bene, perché altrimenti diventerebbe un ricordo,  ma il segno sul presente è nelle pieghe della personalità. Prendiamo il buon  Winnie the Pooh nella sua bella casetta, tutta ordinata e nei suoi modi di fare gentili fino alla nausea. Apparentemente rispettabile e degno di rispetto per tutti, infatti non c’è macchia nei suoi trascorsi e nel suo presente. Forse in futuro, ma non c’è certezza.

    La madre lo aveva chiamato Vanni, perché richiamava una nobiltà nelle sue orecchie paffute di orsa di pezza. Non poteva immaginare il rigetto di quel nome nell’età dell’adolescenza, solo per fingere di essere un membro di un gruppo alla moda di quei tempi. Molti anni dopo quel nome storpiato lo porta ancora inconsciamente. Winnie è un adulto bambino, sono passati anni ma gioca ancora a cercare il miele che la mamma nascondeva. Invecchia solo fuori.

    Una eredità affettiva rosa e maniacale, come la madre che gli voleva bene e alla quale Vanni ha fatto tanto male. Non può uscire dal bosco per una restrizione mentale, quasi fosse un carcere imposto. Non si rende conto che aver messo in disordine la stanza non è considerato peccato o un atto criminale da codice penale.

    December 06

    Puffi

     

    Tutti uguali come insetti in una colonia, con tanto di capo che si differenzia per colore e alcuni tratti somatici. Forse per questo la scienza non ha mai trovato accordo sulla classificazione e per vergogna ha negato il riconoscimento di creature reali. Il fatto che esista una specie che segua diverse attitudini e raggruppi caratteristiche di specie differenti non è giustificabile, quelle casette da umani, la struttura sociale da insetti e una onestà tipica degli esseri leggendari devono restare nascosti ai più. Festeggiano il carnevale, ma per carenza di personaggi si travestono tutti da Grande Puffo (il capo indiscusso), Puffetta (l’unica donna), Quattrocchi (il più odiato) e Inventore (l’unico ad indossare un abito differente) con il risultato che a festa finita ¼ dei puffi dice di aver dato ordini a Inventore travestito da Grande Puffo, ¼ dice di aver ingannato Grande Puffo travestito da Inventore, ¼ di aver limonato con Puffetta e ¼ di essersi intrattenuto con Quattrocchi ma di non esserci stato.

    Il loro carattere è talmente docile che il distretto di polizia è una leggenda per gli stessi Puffi, tra quelle case tutte identiche resta indisturbata e il lavoro per Puffo Investigatore si limita all’ordine e all’apparenza della casa. Gli amici lo chiamano puffo, non lo riconoscono e lui si compiace dell’ordine e della pulizia che regna nel villagio. Tranne negli ultimi giorni, dal ritrovamento del cadavere di un puffo sul fiume. Il solo riconoscimento è costato grandi sforzi investigativi, il malcapitato era Quattrocchi e l’assassino per depistare aveva regalato occhiali a tutti i puffi del villaggio.

    Oggi il caso è ad una svolta e l’interrogatorio di Puffo Mitomane sembrava un provino per un dramma epico che avrebbe portato i buoni alla classica vittoria. Almeno così sperava.

    <<Dimmi, Mitomane, dove sei stato negli ultimi giorni>>.

    <<A puffare! Giuro che ho puffato, veramente…. Quante volte te lo devo puffare?>>.

    <<Il verbo puffare qui non è tollerato, non posso mettere agli atti un terminr che significa tutto e niente>>.

    Ad un improvviso malore di Mitomane il buon Investigatore si trova spiazzato e l’entrata di Puffo Appuntato gli porta conforto. Con rapidità e innocenza Appuntato prende Mitomane e lo porta via senza aprire bocca. Così rapidamente che solo dopo la loro uscita di scena Investigare si ricorda che Puffo Appuntato doveva ancora nascere, l’aveva chiesto a Grande Puffo ma non era mai arrivato.

    Sbigottito Esce dalla casetta e si guarda intorno, fino a che le tenebre lo permettono e si dispera.

    October 07

    Gatto Silvestro

     

    Quel posto rimane sempre uguale, non invecchia perché l’utilizzo non è mai avvenuto e Silvestro non se la sente di toccare mobili e attrezzature che prima o poi dovranno essere pronti per l’uso smodato. Immagina, mentre guarda quella stanza al piano terra dalla finestra, notti intere a far ballare le dita sulla macchina da scrivere, il posacenere pieno di resti e fogli sparsi per terra stritolati dalla furia creativa o a pezzetti come coriandoli per il contenuto troppo riservato, ha le chiavi ma aspetta la Notizia per aprire le danze. Poco importa se il tempo ha fatto diventare vecchi i suoi ferri del mestiere, con quel tipo di ruggine difficile da percepire se non come obsolescenza.

    Da micino era tenuto in disparte da tutti per quel colore che porta tanta sfortuna indossato dai suoi simili, solo alle superiori una compagnia ninfomane decise di diventare la sua vicina di banco, ma per poter toccare le parti bassi con la scusa della scaramanzia (“sai stò di banco col gatto nero, se ti do una strofinata non mi farà jella per oggi”). Isolato anche per un difetto di pronuncia si immerse nella scrittura e divenne il piccolo redattore capo del suo giornale. Dove contrapponeva orrore e bellezza, orrore e storie d’amore, orrore e spettacolo e mai solo orrore e orrore per non diventare noioso. Peccato che nessuno aprisse i suoi fogli A4 per leggere e quindi diventare un lettore, ma solo per fare gli stoppini per le cerbottane e quindi considerarlo un buon fornitore di carta.

    Silvestro investì tutti i soldi della sua buona uscita dalle superiori per attrezzare la stanza promettendosi di entrarci solo con una grande notizia. Sapeva dove trovarla, c’era una canarina che assisteva a tutte le riunioni di alcuni tipi loschi di Metropolis, doveva solo farla cantare. Peccato che la vecchia e il cane a custodia di quella Titti lo accusano di volerla mangiare. Lui che è vegetariano, deve affrontare anche quel tipo di offese, senza che nessuno metta in dubbio la loro parola. Se non fosse nero e parlasse bene le cose sarebbero diverse.

    September 17

    Topolino

     

    “Quando qualcuno ti parla non ti racconta palle, costruite qualcosa e poi siete tutti e due diversi da prima. Il dialogo permette di costruire, arricchisce e se fatto in lingue diverse dalla madre allarghi le tue vedute. Ti posso garantire che…”.

    Si interrompe sospendendo il finale in aria come in un moto di sorpresa, come una frenata in pieno centro per evitare una multa dal vigile per uno slalom tra i pedoni nell’area dedicata allo shopping. Come se esistesse un’area protetta per chi vuole usare i piedi, ipotizziamo un’istituzione nazionale per solennità, con un guardiacaccia che sembra un nonno vigile ma famoso per un passato da gran soldato e il nostro povero amico fosse stato beccato in fragranza di reato. Tutto profumava di piedi puliti, compreso chi si era girato per zittirlo, interrompendo una delicata ultima ronda visiva dalla postazione dietro la veneziana. “Mi dai noia” era l’espressione con cui inchiodava quelle discussioni, ma ultimamente aveva a noia anche dirglielo e preferiva usare la mimica facciale. Terminata la ronda finalmente si dedica alla sue attività ricreative, strofina bene i palmi delle mani per verificare che continuino a tenerlo lontano dal mondo. Dall’esame deve risultare solo rumore e le dita non devono accorgersi di essere ad un pelo dalle loro sorelle poste come terminali dall’altra parte, poi li toglie e finalmente sono libere di giocare. Fatto questo estrae in tutta tranquillità una bottiglia di whiskey e una rivista che gli costa caro ricevere in completo anonimato, per non parlare del costo della rivista, ma che ne vale la pena. Chiuso dentro casa controlla l’ora e decide che il tempo che trascorrerà tra l’ultima boccata e l’arrivo di Minny è sufficiente a far sparire tutti gli odori. Tutti.

    “Senti, Grillo Parlante, hai più vite come i gatti?”

    September 07

    Tiramolla, Sig Bonaventura, Fortunello e Geppo (piccolo esercizio)

     

    Forse in questo momento un alieno sta facendo un’intervista per un giornale. Forse un uomo dal passato disgustoso ha firmato autografi tutta la notte e adesso è sopra un due piazze e mezza di un albergo con due cubiste a smaltire l’amaro, quello bevuto. Forse un finto barbone vive degli stenti altrui perché il suo gruzzolo gli serve per fare altro gruzzolo, non può perderne neanche una goccia. Forse qualcuno lavora poco, ufficialmente per sentirsi in pace con la coscienza in verità perché è un lavativo.

    Non dove i quattro disperati cercano di risollevarsi a vicenda, progettano e cercano di restare uniti perché soldi ne girano pochi, sono spiantati anche quelli più famosi. Disoccupazione a parte non cercano molta compagnia, sono diventati rissosi e intolleranti verso chiunque tanto che il barista non gli chiede il conto. Preferisce tenersi buoni quei quattro per il locale, avendolo sistemato da poco non aveva abbastanza soldi per pagare una security e l’assicuratore gli aveva sparato una cifra enorme per la copertura dagli atti vandalici. Ormai erano famosi in tutto il quartiere, chi gli avrebbe sfidati? In passato erano quattro persone a modo, il più pericoloso lavorava presso l’agenzia per il recupero crediti “Inferno”, ma coi peccatori era sempre gentile e si curava di loro fino alla fine del debito con una gentilezza incredibile. Almeno secondo il comune pensare, con i primi guai la pellicola che li ricopriva ha ceduto il passo alla pelle a squame. Tiramolla, da quanto ha bevuto negli ultimi anni, non riesce più ad allungarsi senza che il fegato faccia male, ormai nessun giornale lo chiama. Il Signor Bonaventura è stato smascherato da sua moglie, visto che pagava tutto lei lasciandogli il libretto degli assegni i festini segreti non si fanno più. Fortunello da quando un promotore della banca Mediolanum lo ha tampinato per fargli spostare il conto non riesce più a farsi offrire nulla e i figli e la moglie hanno chiesto il divorzio portando via tutto il gruzzolo. Geppo ha dormito sul lavoro una volta di troppo, adesso fa il cattivo per davvero.

    Insieme progettano di uccidere qualcuno che nelle loro teste gli ha rubato il posto nella società. Colpevole di volere troppo ha preso tutto imbucando i suoi amici in tutti i settori economici, per questo doveva morire. Quel bastardo di Topolino.

    September 02

    Corto Maltese (mi è costato sangue!)

     

    Per lui il ragazzo andava bene così, all’oscuro dei pericoli e abbastanza grande per giustificare tutto con la storia della gavetta. Lo sfruttamento minorile, anche se giustificato in alcuni casi, era accettato solo per colori della pelle di tonalità differenti dallo standard europeo. Almeno a quelle latitudini.

    Con il suo stile aristocratico e intellettuale nessuna capitaneria di porto avrebbe mai potuto mettere in dubbio la parola gavetta, perché da lui ci si aspettava il termine apprendistato o una dichiarazione di custodia. Come il bambino che per nascondere una marachella cerca un comportamento da piccolo, per mettere davanti agli occhi l’innocenza della sua età prima del gesto. In pratica, scegliere gavetta, lascia intendere a chi ha passato tanti anni a vedere gli altri al lavoro che il termine è adatto alle circostanze. Maltese lo lasciava per certo.

    Dopo tutti quei viaggi per conto delle varie Compagnie travestito da pirata, e viceversa, ha poche certezze su come comportarsi davanti alla giustizia che circola clandestinamente e tante buone mosse per il campo aperto della criminalità legalizzata. A quelle latitudini ha perfino una buona reputazione e si lascia ben volere da tutti con quel suo modo leggero di trattare la gente, quasi da pari. Per l’esattezza non fa distinzioni perché è in grado di spremere sempre qualcosa, prima o poi trova il modo, per farlo deve conoscere bene chi gli è vicino. Usa sempre la visiera sugli occhi in modo che lo sguardo non possa essere intercettato. Lascia all’interlocutore decidere se è fisso sugli occhi, concentrato sulla figura o alla ricerca di nemici, a seconda del gusto.

    Il ragazzo lo aveva preso per scambiarlo con Rasputin per qualche bella ragazza e un paio di vogatori, gli avrebbe fatto gola uno schiavo che vestito bene potesse sembrare un ufficiale o un commesso viaggiatore mentre si avvicinava alle navi mercantili. Le vergate non si vedono col binocolo e le mani dietro la schiena sono un elemento della postura corretta per gli standard europei.

    Quel genere di figurante il ragazzo lo avrebbe fatto alla perfezione, se Cranio gli avesse indicato la preda giusta non avrebbe avuto lo stesso stile. Invece del figlio della serva (cameriera, secondo gli standard europei) aveva preso il cucciolo della padrona (datrice, secondo gli standard europei) nonché moglie di un generale tedesco. Con tutta la sua saggezza, il conoscere la vita dei marinai e i prodotti umani di tante civiltà, riesce solo a pensare di avere la testa dentro un mare di merda. Un mare ancora sprovvisto di cartina a cui non può nascondere lo sguardo.

    July 25

    Miwa e i Componenti

    “Cuore d’acciaio…avevano ragione: Jeeg cuore d’acciaio… duro e insensibile….bastardo…il giorno prima…. Ma adesso la paghi… ohh cacchio se la paghi!!!!”

    “Signorina, scusi, noi qui non saremmo d’accordo. Forse dovrebbe considerare il fatto che oggi c’è la battaglia finale, tirare fuori rancori personali quando in ballo c’è l’umanità e il suo destino (ci scusi per la solennità dell’espressione) non sarebbe simpatico.”

    “Ma chi se ne frega dell’umanità! Se non avrò figli nessuno li avrà (per restare sul solenne)! Sapete cosa mi ha detto dei miei occhi? Eh? E io per questo, quasi gli lanciavo l’armadio che ho comprato per la nostra casa! Ante Rotanti ahahhahaha difenditi con le ante rotanti! @##^^!!!”

    “Signorina perché non l’ha fatto? Un armadio in battaglia può contenere molte armi…”

    “Chi se ne frega delle armi, mi amava…tsè… tre figli, diceva…. E io per questo quasi gli mandavo una torta, così quel suo testone del cavolo si montava sopra un bel po’ di panna. Già, uno come lui solo in una testa si poteva trasformare…una testa di C@##0!”

    “Signorina, una torta in battaglia sarebbe stata utile, avrebbe colpito il nemico con dolcezza, Ghandi diceva…”

    “Invita tutti i parenti dall’Italia…. io che mi chiamo Milva e mi sono fatta ribattezzare Miwa…per amore… e per questo gli lancio i componenti… eh eh eh eh eh  suonagliele con questi componenti… @##^^.”

    “Signorina, appunto a questo volevamo arrivare…”

    Dalla radio: “Miwa lanciami i componenti!”.

    Il Testone di Jeeg si trova sospeso nell’aria con una quindicina di musicisti che cercano di tenersi aggrappati, i componenti della banda prenotata per il matrimonio. Dall’aereo Miwa, vestita da sposa, srotola lo striscione “Jeeg Suks” e inizia a volteggiare istericamente sui cieli di Tokio.

    July 21

    I Tre Porcellini

     

    L’esperimento aveva una sua teoria ed un giudice l’avrebbe sicuramente sostenuta, il tutto era stato studiato nei minimi particolari per non infrangere nessuna norma, neanche del buonsenso. La guardia forestale poteva solo starsene tranquillo in un angolo e rumoreggiare con la bocca in segno di approvazione per la buonissima cena, nonostante volesse tirare fuori le manette.

    In mattinata tre simpatici porcellini avevano litigato vistosamente per la costruzione di una casa e ingenuamente si erano diretti verso la parte più malfamata del bosco, separandosi nel punto più visibile ad occhi indiscreti con la promessa di ritrovarsi entro sera. Fatto che fece inorridire tutti gli abitanti del bosco e delle fattorie che vivono seguendo un codice di comportamento scopiazzato dagli uomini, perché si rendevano conto dei pericoli a cui si erano esposti, alcuni seguirono in lontananza il più grasso dei tre che si addentrò nella zona più buia per costruirsi una capanna di fusti e paglia. Cercarono di farlo ragionare, ma la paura per la loro stessa incolumità non permise una sosta prolungata. Gli stessi abitanti ricchi di buon cuore raggiunsero il secondo porcellino, munito di moto, che si stava costruendo una casa di legno in un pascolo a fondovalle per informarlo dei pericoli che correva il fratello. Restarono increduli nel ricevere un invito per l’inaugurazione della casa del terzo suinetto e un occhiolino ad accompagnare le parole: “Il porco rotola bene in discesa e ho la moto accesa”.

    La casa del terzo fratello era enorme e sicuramente da solo non l’aveva costruita ed attrezzata come un ristorante. Aveva anche attaccato un’insegna multicolore e lampeggiante che titolava “Ai tre Porcellini”. La sera gli stessi si recarono alla casa del terzo porcellino scoprendo che il posto era veramente una locanda e che avrebbero servito fettuccine al ragù di lupo e spezzatino di lupo. Al centro del locale la guardia forestale stava animatamente discutendo con i tre fratelli. Il più grasso vistosamente fasciato.

    La teoria a base dell’esperimento sostiene che la legge vieta la caccia al lupo ma non di essere cacciati da un lupo, che non si può cucinare un lupo ma non che gli si debba impedire di calarsi dentro un pentolone. I tre avevano aggirato la legge, senza infrangerla, servendo un piatto che per colpa della medesima gli abitanti della valle potevano solo fantasticare e sostenerne la bontà.

    July 17

    Alabarda Spaziale (mi devo trovare un 2° lavoro!)

     

    Qualcuno sostiene che i numeri primi siano soli. Non ha incontrato Alabarda Spaziale in questi anni, da quando Goldrake è stato ficcato in qualche museo della scienza. Onestamente è difficile incontrare qualcuno rinchiuso nel magazzino di un manga, in compagnia di altri oggetti che hanno una coscienza solo per osmosi con il loro creatore. Lui e i Boomerang Elettronici sono finiti nell’armadio insieme a tutti le altre armi che Go Nagai ha inventato e mai applicato, ma mentre i gemelli riescono a parlare tra loro e hanno socializzato con gli altri, Spaziale resta in disparte.

    Spaziale era l’arma di punta, finta, perché Goldrake non era altro che un satellite spia dei giapponesi per le baruffe tra USA e CCCP. Si divertivano un mondo a trasmettere in prima serata gli agenti segreti che si facevano i dispetti, si torturavano e si uccidevano. In certi casi facevano girare dei microfilm falsi per scaldare il clima globale, prima delle bombolette spray. Arrivarono a sostenere l’esistenza di progetti segreti e affidare le istruzioni per montare una sorpresa degli ovetti kinder ad una delle due parti, quando l’agente si accorgeva dello scherzetto sospettava immediatamente un furto del nemico e mai dei giapponesi. Un popolo ligio al dovere e serio non poteva inventarsi delle cavolate e definirle armi. Perfino quando i giapponesi comunicarono al mondo che Vega si era stanziata sulla Luna gli americani e i russi gli crederono, basandosi solo sulla reputazione della fonte, lasciando Goldrake libero di volare e filmare. Con la fine della guerra fredda Goldrake era diventato un peso economico e il grande pubblico televisivo si appassionò al programma da noi conosciuto come “Mai dire Banzai”.

    Spaziale da star televisiva a compagno di stanza di Trapano Glaciale, Spada Scopino, Frusta Di Vimini e Mazza Bullona (una cafona arrogante come poche), non riesce ad accettare la sua condizione e si sente solo. Per darsi un tono racconta di aver tagliato in due mostri a due teste, ma neanche quel drogato di Spada gli crede.

    July 02

    Hulk (ne mancano pochi al finale)

     

    Kirby: “Nessuno ci aveva pensato..incredibile”. Generale Ross: “Cosa…”. Kirby:“Questo! Generale, dica al pilota di alzarsi più in alto”. Generale:“Mike, porta queste schifose eliche più in alto che vogliamo VEDERE”. Kirby:“Mai pensato… devo riscrivere tutto…”. Generale:“Sciocchezze Kirby, questa faccenda la rasiamo al suolo”. Kirby:“Non si rende conto del messaggio”. Generale:“Me lo dica lei… scommette un calcio nel culo che ne so di più?”.

    Kirby fà notare che Hulk non è mai stato stupido, non sapeva come esprimersi. Espose la sua nuova teoria secondo cui l’unica parte che non subisce un ridimensionamento nel passaggio da Banner  a Hulk deve essere la lingua, risultando inefficace per l’espressione orale, una foglia in balia del vento in uscita dai polmoni. Le mani sono troppo grandi per impugnare una penna o usare una tastiera, impossibile applicare altre forme oltre al linguaggio dei segni che non si può imparare da autodidatta. Un’idea del genere ha avuto spunto dall’apprendere che la scultura è un’arte e l’arte è l’espressione dell’animo, unica spiegazione possibile. Certamente legge, in segreto, senza che nessuno lo noti.

    Un volto di donna scolpito su una montagna, come i Presidenti, un busto il cui piedistallo riportava inciso “ti amo” in tutti gli idiomi del mondo presente e passato. I tratti, la forma la cura e il messaggio portano ad un'unica soluzione: Hulk è dotato di un intelletto fuori dal comune e da come si è legato a lei deve sentirsi incredibilmente solo. Saltare da una città all’altra e trovarsi sempre incompreso, incapace di comunicare, tormentato dal desiderio di farsi capire. In questi casi è meglio l’isolamento forzato, non riuscire ad esprimersi quando si è al centro dell’attenzione deve portare alla solitudine più grande. Uno come lui le carezze non le sente, il calore umano dovrebbe essere proporzionato alle sue dimensioni, nessuno è in grado di fornirne tanto, resta solo il conforto verbale.

    “Generale, mi ha capito? Che comportamento è….”. Kirby, dopo un calcio nel culo, vola senza paracadute verso il capolavoro di Hulk. “Mike, telefona al comando e digli che Hulk ha ucciso Kirby”.

    Il Generale Ross aveva capito tutto e molto di più. La donna della scultura è sua moglie, Banner era finito sotto i raggi gamma perché si era fatto trovare sotto le coperte con lei. Stanotte la montagna sparirà, non è la prima.

    June 30

    Iron Man (troppo caldo)

     

    L’educazione a volte gioca brutti scherzi, si seminano principi profondi con piccoli gesti senza spiegare come far crescere la pianticella. Per cui può capitare che alcune forme di comportamento diventino dei rampicanti a coprire degli splendidi muri di ossessione, come Tony ha fatto per tutta la vita. Maturato in una famiglia ricca e benestante è stato affidato alle migliori scuole per avere di ritorno un uomo “giusto” e metterlo a capo di una azienda importante, Tony superò tutte le prove e gli esami raccogliendo risultati eccellenti. La sua famiglia, per garanzia della qualità del rampollo, gli mise delle trappole lungo l’esistenza per sottoporre le reazioni ad esperti di moralità. Risultò sempre impeccabile e inattaccabile come dentro la corazza di un cavaliere.

    Nessuno si rese conto che l’unica pianticella che infestava il giardino era la voglia di essere accettato, sviluppando le foglie solo verso l’approvazione degli altri cercandone l’invidia. Perché quando leggeva l’invidia era sicuro di aver raggiunto il massimo dei risultati possibili. Non gli importava del bel voto ma del sorriso del professore, come più dei soldi cercava il sorriso del banchiere quando il conto lievitava o come al posto della donna che amava una femmina selezionata che facesse contenta tutta la famiglia e il vescovo.

    Crescendo si rese conto che l’approvazione richiede sempre più sacrifici ed ingegno, ad esempio con il cellulare dovette mostrare di elaborare più tecnologia e optional degli altri, finì per inventare lo scudo spaziale di Bush. Nonostante gli impegni produsse attivamente la recita annuale dei genitori della scuola di suo figlio, anche se la recita era dei bambini voleva dimostrare che i grandi sanno fare meglio anche le recite. Presero il classico “Il mago di OZ” e si affidò il ruolo di Uomo di latta perché era il personaggio più costruibile e quindi invidiabile. La serata scivolò in tragedia quando volle far volare l’Uomo di latta per smascherare il mago, con gli stivaletti diede fuoco al palco di legno producendo 5 nuovi orfani tra i compagni del figlio e un’ala della scuola a pezzi. Dopo diversi processi patteggiò per dei servizi sociali a difesa del cittadino, ovvero fermare i crimini e assicurare i colpevoli alla giustizia.

    Oggi è arrivata una e-mail da parte di una associazione no-profit, vorrebbe rappresentare il “Malato immaginario” di Moliere e cerca volontari. Ha già iniziato a lavorare ad una malattia in grado di far invidia a qualsiasi moribondo.

    June 12

    Peanuts (per mettere allegria)

     

    03/01/2000

    Possibile che nessuno sospetti la verità, che colleghi tutti i puntini e ricavi quel simbolo che ci ha legati nella nostra vera fanciullezza. Possibile che debba affogare il rimorso nella coperta, mi farebbe piacere farla finita ma se scoprono le lacrime non avranno pietà. Charie Brown qualcosa ha capito, mi cerca di continuo e mi ha assegnato Lucy come sorella. Ha scelto la più spietata per pedinarmi, quella che ha il coraggio di girare ancora pettinata come l’esercito le imponeva, che impartisce ancora ordini ai musicisti del regime. Nessuno sospetta che la partita di baseball è solo la commemorazione della nostra sconfitta, un gioco americano in cui usciamo perdenti tutte le volte. Charlie nelle notti più tristi cerca di far volare un aquilone con la svastica in cielo, ma il vento non lo permette. Charlie lavora in segreto ad un progetto che ci farà risorgere dalle ceneri, ad esempio oggi ho scoperto che il ragazzino di colore è solamente una cavia per il “Grande Cocomero”. Possibile che nessuno noti quel cane assurdo e si domandi perché pensa? Nessuno sospetta che nel cranio il cervello non è canino?

    Caro diario, se mi scoprono spero solo che qualcuno possa trovarti. Io all’epoca feci di tutto per far conoscere il diario di Anna. Qualcuno deve fermarli.

    June 11

    I Cavalieri dello Zodiaco

     
    Nell’elenco dei fenomeni giovanili causa di isteria collettiva una nota particolare deve essere dedicata ai “Cavalieri dello Zodiaco”. Formati nel famoso reality televisivo “Battaglia Galattica”, Pegasus e compagni hanno girato il mondo riempiendo gli stadi e i teatri con i loro spettacoli, grazie all’abilità manageriale di Lady Isabel. Successo coronato con il famoso “Live at Athens” in cui “entrarono nell’oroscopo”. Di bronzo le armature, argento nelle tavole ma d’oro non avevano nulla. Le loro vite erano un vizio continuo e alcuni furono protagonisti di spiacevoli scandali. Sirio venne arrestato mentre fumava del crack, in pieno delirio dichiarò alla polizia di invertire il flusso delle cascate con un pugno, ancora oggi gira una mail con il verbale tra i commissariati della polizia. Cristal risultò stranamente estraneo all’accaduto, “stranamente” perché coinvolto nel più grande traffico di cocaina (anche detta polvere bianca) mai scoperto. Andromeda fondò una setta in cui le donne venivano incatenate e umiliate, durante un rito una delle adepte ci rimise la vita. Pegasus e Fenix scoprirono la verità su Lady Isabel e la svelarono al mondo: si credeva la reincarnazione della dea Atena. I due, cacciati dalla Band, cercarono di formare nuovi gruppi, ma solo Fenix ebbe successo presentandosi al grande pubblico come Ken il Guerriero.
    Nella nuova scena emergente il prodotto della Boy Band è stato superato dal Teen Idol singolo, un'epoca è passata ma hanno lasciato il segno, tanto che il fenomeno Naruto gli ha citati tra le influenze nel suo myspace.
    June 09

    Dylan Dog (aspettando la partita)

     

    Quando esci dal tunnel dell’alcool non hai più scuse verso la società, tornare indietro e farsi del male è l’unica soluzione per continuare a dannarsi l’anima gratuitamente. Per farsi dannare a pagamento ci si deve trovare un lavoro, comprare un vestito classico, una bombetta e chiedere un prestito in banca. Fatiche, quando Dylan già da piccolino non le poteva sopportare, al campetto con gli amici voleva fare il portiere solo per passare il tempo tra i pali e sforzarsi il minimo indispensabile se la palla capitava nella sua zona di competenza. Cosa che continuò a fare da poliziotto, aveva il suo quartierino e lo teneva pulito senza troppo mettersi in pericolo con e l’aiuto di un ispettore amante della birra. Aveva accorciato il suo cognome per non faticare nello stendere la firma, preferì farsi chiamare Cane piuttosto che pronunciare tutte le volte Dylan Doglausnerson. Ma uscito dal tunnel qualcosa con la sua vita doveva farla.

    L’idea di mettere in piedi una agenzia dell’incubo la prese dalla sua ultima fiamma, una pazza terrorista che soffriva di visioni, sapeva che di bellezze come lei Londra era piena. In sole due settimane di attività aveva riempito il catalogo delle conquiste e aperto un conto in banca, che per restare in tema e non avere rogne col fisco dichiarava sempre in rosso. L’indole restava quella, anzi col tempo era peggiorato notevolmente arrivando a riempire l’armadio di camice, giacche e pantaloni uguali in modo che l’uso dello spazzolino fosse l’unica fatica della mattina che richiedesse una certa cura. Qualche altro indizio della sua pigrizia lo aveva lasciato sparso per la casa: un galeone che non finiva mai e un campanello dal suono orribile che non riparava.

    Tutto girava bene, tranne il maggiolone ma non voleva farlo sistemare, quando un pirla che smascherava i ciarlatani di nome Xabaras decise di metterlo alla prova. Trucchi di seconda mano da uno spettacolo teatrale e una ventina di comparse, compreso il sosia di un comico degli anni ’50, per simulare un attacco di zombie. Dylan doveva semplicemente scappare, secondo Xabaras, nonostante il comico gli offrisse una pistola. Finì in tragedia, nessuno disse al comico di caricare a salve, Dylan pensò che tra correre o ragionare e sparare era più comodo sparare.

    Adesso ha un logorroico in casa, che per non sentire suona un clarinetto, che gli chiede lo stipendio e i soldi per le bollette, spaventa le clienti più carine e che gli ricorda tutti i giorni di conoscere il vero mostro, anche se è complice quanto lui. Ogni tanto Dylan pensa che un lavoro vero sarebbe meno stressante, ma il pensiero scappa in fretta. Non ha voglia di meditarci sopra.

    June 05

    Wonder Woman (per le quote rosa)

     

    Sulla strada del ritorno dalla festa tutti gli occhi della 21esima erano rivolti verso il suo strano costume. Aveva abbondato in accessori e colori per una serata alla moda in cui doveva brillare per il suo piacere di essere fashion e sportiva allo stesso tempo. Il suo desiderio di apparire non si era avverato, i festanti non la avevano neanche sfiorata con lo sguardo e tra alcool e svaghi la sua figura non si era guadagnata un posto nella memoria. Decise di abbandonare il salone ricco per camminare tra le persone comuni che in risposta al suo vestito giravano la testa per ridere senza scrupoli.

    Il caso volle che Diana, con la sua camminata da modella, finisse rovinosamente tra un criminale e i suoi scopi poco carini, diventò l’eroina di tutta la 21esima che si strinse intorno a lei. Felice di tanta attenzione cominciò a dare retta ad una piccola bambina.

    <<Signora!>> <<SignorINA, piccola regina!>><<Come è bella, sembra una di quelle che salva la città…>><<Ma lo sono, piccola regina, sono una eroina delle amazzoni!>>. La folla si inserì nel dialogo con una ovazione e la ragazzina si fece forza:<<Signora! Ma lei come si chiama?>><<INA piccola peste INA, mi chiamo…. Wonder!>><<Signora, scusi ma vola?>><<INA brutta disgraziata INA, si lo faccio>><<Voli per me, signora?>><<…Eh… uso un jet invisibile, lo vedi è qui sopra! INA rompiballe INA!>><<Ma cosa le serve quella corda tutta d’oro?>> guardando l’accessorio fashion disse: <<Serve per far dire la verità, li lego solo per avere informazioni sicure!! INA stupida INA >><<La prova per me, signora?>><<….Guarda devo scappare.. sul mio jet invisibile…anzi: PER CORTESIA GIRATEVI TUTTI! L’INGRESSO DEVE RESTARE SEGRETO! INA c’è cosi poco spazio nella tua testa? INA>>. La folla ubbidì alla nuova regina delle amazzoni e Diana si catapultò dentro un cassonetto con un fischio fortissimo. La folla meravigliata guardava il cielo mentre la piccola tirando la gonna della madre disse:<<Mamma… stà cazzara si è buttata nella spazzatura!...AHI!>> la madre disse:<<Se parli ancora male di Wonder Woman ti faccio di peggio! Dopo che è stata così gentile con te!!>>.

    Diana aspettò l’oscurità sopportando la puzza del suo nascondiglio per tornare a casa senza mostrarsi per quello che era. Camminando per le strade si sentiva estremamente appagata, nonostante la puzza fosse forte la sua vanità era più grande.

    June 02

    Uomo Ragno (giuro: è l’ultimo)

     

    Quando vivi nella terra delle opportunità, dove basta desiderare fortemente per possedere, il veicolo per il successo non ha importanza. Può essere un uomo che ti offre un lavoro, una donna che si convince a passare la vita con te o un ragno radioattivo. Anche se in questo caso poteva essere una locusta, un lemure o un bradipo perché il desiderio dell’adolescente Peter Parker era di riuscire a vivere la sua condizione di sfigato senza fatica.

    Il desiderio più grande era la capacità di percepire l’arrivo della zia quando guardava le sue riviste pornografiche, essendo la zia silenziosa e sempre coperta da un pesante scialle nessun superudito o sensore di calore era in grado di individuarla, solo un senso speciale che la fantasia di un adolescente attribuì ai ragni ci sarebbe riuscito. Gli altri poteri erano studiati per spiare e muoversi agilmente in una città intasata di grattacieli senza avere lo scooter che la zia non voleva comprare. Doveva vestirsi da pagliaccio, certo, ma per non farsi riconoscere quando veniva sorpreso durante la sua attività di guardone. Aveva cercato di fotografare i suoi bersagli, voleva far vedere le foto agli amici del club della scienza, iniziando casualmente la sua attività di fotoreporter perché non azzeccava mai l’angolatura e finiva per immortalare politici e criminali a braccetto.

    Oggi ha passato l’adolescenza da un pezzo e si maledice pensando che il ragno poteva aspettare qualche anno prima di pungerlo. Se fosse giovane adesso desidererebbe alti poteri, come una connessione ADSL senza limiti per i siti che gli piacciono, perché ormai le riviste proibite dalla zia non escono neanche più. La cosa che gli pesa di più è il pensiero che rivolge allo zio Ben ogni volta che deve mettere gli occhiali: lo zio ripeteva sempre che certe cose, fatte assiduamente, portano la cecità.

    May 30

    Supergirl (per passare il venerdì)

     

    Togliendo una ciocca bionda dalla faccia si stava preparando all’entrata del suo peggior nemico.

    “Ti rendi conto di come mi metti nei guai?”. “Neanche un salutino? Sei troppo d’acciaio per un ‘bella lì’ ma un ciao è educazione, anche perché dovresti capire di essere di troppo”. Clark era rosso e blu senza avere il costume, fece un respiro calibrando la potenza per non aspirare tutti i mobili e disse: “Hai sventrato una macchina della polizia, come mi tiro fuori?”. “Come facevo a tirare fuori lei senza sventrare la macchina? Ma non l’hai neanche guardata?” spostò i capelli biondi che prima gli erano finiti sul volto per liberare i lineamenti della Regina di Cuori che gli stava abbracciata. Clark non disse nulla e volò dalla finestra.

    Superboy soffocando le risate si rimise la calzamaglia e guardò la Regina ancora stordita nel letto, ieri sera aveva sventato il piano criminale organizzato dalla sua cricca di maniaci delle carte e dopo averli consegnati alla legge l’aveva liberata facendo un gran macello. Non l’aveva toccata, solo portata in un bar a bere fino a farle perdere i sensi per poi sistemarla per il teatrino dedicato a Clark. Perché nel cuore aveva ancora Supergirl, non pensava ad altre donne, ma Clark non doveva saperlo, non doveva capire che gli aveva perdonato tutto tranne la morte di lei. Non per un incidente, non un nemico, ma per mano di un arrivista l'aveva persa.

    Il giorno dopo il Daily Planet titolò: “Superman sventa ingiustizia: polizia tenta di insabbiare la fuga di una supercriminale arrestando innocente”.