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10月17日 Euro collassiDai dibattiti sulla gestione dell’emergenza energetica e ambientale ho recepito la convinzione di molti politici della vicinanza del collasso e la presunzione di poterlo gestire con tranquillità senza incidere sui grossi capitali. Provo a spiegare la mia preoccupazione. Tra le civiltà del passato remoto alcune sono sparite nel nulla senza che un’altra abbia applicato il genocidio e senza lasciare un DVD, eppure erano amministrati da persone che dovevano affrontare problemi assimilabili ai nostri. Come orde straniere, carestie o derrate contaminate e gestione della società. Un esempio, facilmente pescabile dall’immaginario collettivo, è l’isola di Pasqua, su cui neppure Kevin Costner è riuscito ha messo la parola fine. Le mie convinzioni in materia derivano dalla lettura di “Collasso” scritto da Jared Diamond (Ed Einaudi), che spiega in modo scientifico come molte civiltà siano collassate sotto il peso dei loro bisogni. Argomentando con le tesi più accreditate e con gli studi più recenti arriva a sostenere che la fine di molte civiltà del passato è riconducibile alla concomitanza di cinque fattori:
Non è un libro semplice, il linguaggio è tecnico e l’autore è conosciuto per essere un ottimo biologo al servizio della storia e non un romanziere. Ha molta più autorità in campo scientifico di Jeremy Rifting. Ma alcuni passaggi sono comunque interessanti, come la storia di Tikopia e il caso del Montana. Io non faccio fatica a trovare tutti i fattori tra le pagine dei giornali. Mi chiedo se sono disfattista/demagogo/allarmista o se aspettano un evento orribile per dichiarare l’urgenza di certe misure. 10月14日 CapostazioneUn riconoscimento, una rivendicazione autonoma da parte della categoria o un attestato di stima delle autorità trasformerebbero questo posto sospeso tra il rimpianto e il distacco nella dimensione ideale per chi vuole partire. In tutta fretta o comodamente disteso su una panchina ad aspettare un treno che non passa per vari motivi, compresi i più tristi. Ho un dialogo interiore con la Voce dell’altoparlante, vibra dentro me come una chiamata per diventare rimedio alle sofferenze dei passeggeri, per ogni viaggiatore che non ha nessuno con cui parlare. Faccio la persona seria e scambio quattro battute, ricevo la pallina e ribatto nelle linee dei luoghi comuni bianchi e simpatici. Se il cliente sbaglia ed esce dal terreno con un colpo da maestro allungo e svicolo verso teste di serie garantite dal vestiario, persone distinte che anche con uno stato d’animo rovescio riescono a raddrizzare una scambio poco favorevole. La classe non è acqua, lo sappiamo bene noi che differenziamo i vagoni. La spazzatura dei vagoni dell’eurostar è migliore delle altre, riesco sempre a ricavare qualcosa per calmare la fame. Vivo qui e non mi sfuggono i passeggeri che non vogliono pagare, spesso resto qui dentro anche fuori servizio quando dove vivo mi è impossibile entrare. Non che ci sia qualcuno che mi aspetta, spesso “casa” è occupata da viaggiatori cattivi. Mi fanno sentire come un pazzo, nessuno mi vuole riconoscere come capostazione, devo procurarmi un’uniforme. Perchè pagare di più?Forse stavo approfittando troppo delle tariffe basse di Tele2 ed hanno deciso di tagliarmi dal mondo virtuale e telefonico per 5 giorni. 10月9日 Diario di Guerra: Back in actionQuando l’obbiettivo non viene raggiunto e distrutto qualche manovra non è stata compiuta in modo corretto. Da buon soldato ripasso tecnica e strategie, lustro le armi e inizio a masticare tabacco per manovrare il tutto verso una buona fine. Mai capito perché devo masticare tabacco con quello che costa comprare un pacchetto e sventrare tutte le sigarette per una masticata, ma nei film i più cattivi lo fanno e sventrare mi tiene in allenamento per la missione. Ma forse sono quelli dei western ed è il napalm che mi fa sragionare. Io sono uno stramaledetto soldato. Già in questa brutta guerra, dove siamo tutti contro, l’unico obbiettivo è avere un lavoro prima che le banche cedano il passo alla recessione. La guerra è dichiarata. Il Generale CasterNic è tornato sul campo di battaglia. Missione: Lavoro.
CasterNic 10月8日 Una marchetta utileSui quotidiani oltre alla pubblicità classica, fatta di messaggi subliminali e colori, esiste una forma di promozione che alcuni trovano fastidiosa, esercitata dallo scribacchino che inserisce lodi e bugie per far contento qualcuno, detta marchetta. Io la trovo divertente ed inutile, ricordo con piacere come venne lanciato il gruppo musicale del figlio di Galliani (I 7 Vite) e come la Gialappas smascherò la marchetta con sputtanamento cosmico. Ultimamente mi hanno fatto ridere due marchette per il libro autobiografico di Christian De Sica, forse i posteri diranno che è un volume necessario ma credo che se si indisse un referendum per abolirne la pubblicazione ci troveremmo col primo partito italiano. Entrambe del Corriere della Sera, l’ultima e palese sul Magazine di questa settimana. Leggendola mi sono ricordato della prima, che mi aveva fatto ridere e riflettere, sempre sul Magazine (18/09/2008) nella recensione dell’ultimo lavoro di Paolo Conte. Il giornalista partiva da un ricordo inserito nella biografia di Christian su Cesare Pavese che investiva il padre Vittorio del titolo di più grande narratore italiano della sua epoca. Un giro di parole assurdo per dire che certe opere sono dei veri romanzi, come aveva intuito Cesare Pavese guardando i film di Vittorio De Sica. La cosa mi ha fatto piacere perché ho realizzato che certa musica è come un romanzo, piacevole, evocativa e capace di fare riflettere. Prima o poi anche la marchetta diventerà arte. 10月7日 Gatto SilvestroQuel posto rimane sempre uguale, non invecchia perché l’utilizzo non è mai avvenuto e Silvestro non se la sente di toccare mobili e attrezzature che prima o poi dovranno essere pronti per l’uso smodato. Immagina, mentre guarda quella stanza al piano terra dalla finestra, notti intere a far ballare le dita sulla macchina da scrivere, il posacenere pieno di resti e fogli sparsi per terra stritolati dalla furia creativa o a pezzetti come coriandoli per il contenuto troppo riservato, ha le chiavi ma aspetta la Notizia per aprire le danze. Poco importa se il tempo ha fatto diventare vecchi i suoi ferri del mestiere, con quel tipo di ruggine difficile da percepire se non come obsolescenza. Da micino era tenuto in disparte da tutti per quel colore che porta tanta sfortuna indossato dai suoi simili, solo alle superiori una compagnia ninfomane decise di diventare la sua vicina di banco, ma per poter toccare le parti bassi con la scusa della scaramanzia (“sai stò di banco col gatto nero, se ti do una strofinata non mi farà jella per oggi”). Isolato anche per un difetto di pronuncia si immerse nella scrittura e divenne il piccolo redattore capo del suo giornale. Dove contrapponeva orrore e bellezza, orrore e storie d’amore, orrore e spettacolo e mai solo orrore e orrore per non diventare noioso. Peccato che nessuno aprisse i suoi fogli A4 per leggere e quindi diventare un lettore, ma solo per fare gli stoppini per le cerbottane e quindi considerarlo un buon fornitore di carta. Silvestro investì tutti i soldi della sua buona uscita dalle superiori per attrezzare la stanza promettendosi di entrarci solo con una grande notizia. Sapeva dove trovarla, c’era una canarina che assisteva a tutte le riunioni di alcuni tipi loschi di Metropolis, doveva solo farla cantare. Peccato che la vecchia e il cane a custodia di quella Titti lo accusano di volerla mangiare. Lui che è vegetariano, deve affrontare anche quel tipo di offese, senza che nessuno metta in dubbio la loro parola. Se non fosse nero e parlasse bene le cose sarebbero diverse. 9月27日 La nona di ObamaDopo il confronto di ieri riescono a discutere sul fatto che "Obama ha detto otto volte di essere d'accordo con McCain". Per i detrattori è "sintomo di debolezza" e per i sostenitori indice di forza e disponibilità al dialogo, dichiarazioni sulla personalità quando essendo tutto calcolato è come chiedersi se la combinazione del colore della cravatta con i calzini era azzeccata.
A me dispiace che Mc Cain non abbia permesso ad Obama di dirsi d'accordo una nona volta. Che Mc Cain non abbia dichiarto che Dabliù è stato una piaga d'Egitto arrivata in ritardo, che qualcuno doveva avvertirlo che non trovando un faraone non doveva prendersela con il mondo intero per otto lunghi anni. 9月23日 CapitaCapita di sentirsi delusi senza un motivo, un nemico solido da sconfiggere a cui aggrapparsi e scaricare tutte la tensione accumulata come elettricità con delle saette prefabbricate. Come Zeus, dopo aver scaricato tutto il set di fenomeni atmosferici, si potrebbe tornare alla frequentazione di Bacco e Venere per mantenere i rapporti di buon panteon. Capita che le saette restano nella faretra e alla data di scadenza esplodono tutte insieme, bruciando le parti basse. In fondo non siamo divinità e le acquistiamo al distributore automatico di botti, senza marchi di certificazione di qualità o un servizio clienti a cui dare del lavoro. Almeno parlo per me, mi servo in un distributore automatico per carenza di denaro, se trovo il numero dell’azienda mi possono suggerire un ottima crema per le scottature al sedere. Forse qualcuno riesce a procurarsi saette di ottima fattura che arrivano comunque alla destinazione o che partono da lontano. Capita che prima della scadenza io diventi un benpensante, uno di quelli che quando sente qualche notizia triste sale sul suo bel monte e scaglia saette. Saette del tipo: “se c’ero io l’educazione la insegnavo a calci nel sedere, ai miei tempi mio padre mi faceva tornare nei vecchi abiti al suono di pugni nel cervello”. Capita di sentire tanti buoni propositi e di non vederli realizzati anche se capodanno è lontano. Mi capita di proclamare buoni propositi e di non realizzarli, se me ne accorgo mi auguro di trovare un centro di gravità. Non occorre che sia permanente come quello di Battiato, ho in previsione di perdere tutti i capelli per il 2015 e di una permanente non saprei che farmene. Tra l’altro è una cosa da femmine, ai miei tempi i maschietti con la permanente…. 9月19日 Komu Kakoe DeloIo sono così per colpa di Sabrina Salerno.
Ero piccolo e davanti ad una televisione su cui la censura non aveva il controllo
sono stato folgorato da quel gran pezzo che è "Boys" interpretato a bordo piscina
con poco addosso. Ricordo una maglietta bianca che si agitava ad altezza petto, poi il buio.
Per 22 anni e ancora non vedo la luce.
Mi guardo la mattina e mi chiedo se qualcuno avesse potuto spegnere
il televisore quel pomeriggio degli anni '80. Che uomo sarei?
Ma da vittima ora sono preoccupato per i bambini russi, quanti menti starà distruggendo la loro Cristina D'Avena.
Quali orribili crimini saranno capaci di compiere.
(Allego il video del mio sdegno e preoccupazione, in Russia una generazione è stata violata.)
9月17日 Topolino“Quando qualcuno ti parla non ti racconta palle, costruite qualcosa e poi siete tutti e due diversi da prima. Il dialogo permette di costruire, arricchisce e se fatto in lingue diverse dalla madre allarghi le tue vedute. Ti posso garantire che…”. Si interrompe sospendendo il finale in aria come in un moto di sorpresa, come una frenata in pieno centro per evitare una multa dal vigile per uno slalom tra i pedoni nell’area dedicata allo shopping. Come se esistesse un’area protetta per chi vuole usare i piedi, ipotizziamo un’istituzione nazionale per solennità, con un guardiacaccia che sembra un nonno vigile ma famoso per un passato da gran soldato e il nostro povero amico fosse stato beccato in fragranza di reato. Tutto profumava di piedi puliti, compreso chi si era girato per zittirlo, interrompendo una delicata ultima ronda visiva dalla postazione dietro la veneziana. “Mi dai noia” era l’espressione con cui inchiodava quelle discussioni, ma ultimamente aveva a noia anche dirglielo e preferiva usare la mimica facciale. Terminata la ronda finalmente si dedica alla sue attività ricreative, strofina bene i palmi delle mani per verificare che continuino a tenerlo lontano dal mondo. Dall’esame deve risultare solo rumore e le dita non devono accorgersi di essere ad un pelo dalle loro sorelle poste come terminali dall’altra parte, poi li toglie e finalmente sono libere di giocare. Fatto questo estrae in tutta tranquillità una bottiglia di whiskey e una rivista che gli costa caro ricevere in completo anonimato, per non parlare del costo della rivista, ma che ne vale la pena. Chiuso dentro casa controlla l’ora e decide che il tempo che trascorrerà tra l’ultima boccata e l’arrivo di Minny è sufficiente a far sparire tutti gli odori. Tutti. “Senti, Grillo Parlante, hai più vite come i gatti?” 9月11日 20 – 20 – 20Dentro la comunità europea ci deve essere un pubblicitario degli anni ’80, uno di quelli con l’obbiettivo di farti restare in testa lo slogan in modo da comprare il prodotto solo per levartelo dalla testa. Lo dico perché 20-20-20 è la sigla con cui si sintetizzano gli obbiettivi fissati dall’unione europea contro i cambiamenti climatici. Tre venti per cento, in fatto di energia, da raggiungere entro il 2020. Secondo me il primo sospettato di questa trovata è l’autore di “Io non l’ho mai provato Urrà!”, ma dietro lo slogan poco felice il sentimento è nobile. Alla faccia di Bush che negava l’esistenza di tali cambiamenti, finchè non glielo spiegò dolorosamente Katrina, i burocrati del vecchio continente hanno elaborato uno slogan. Il che significa che hanno iniziato a discutere della cosa almeno dieci anni prima. Peccato che la realtà sia molto diversa. Oggi me lo hanno ricordato ad un convegno sulle rinnovabili, dove oltre alla buona volontà di qualcuno e il sudore di molti la legislazione è ancora bloccata. Tutta colpa di incomprensioni sulla legge 222/2007 del governo Prodi, all’epoca osannata per l’introduzione della “filiera corta” ma che sulla stessa definizione ha scatento discussioni. In Italia o si litiga o si lavora, facciamo le cose fatte bene. Infatti si discute sull’interpretazione di 70 km bloccando molti incentivi, non tutti. Come in una commedia si domandano come devono essere conteggiati: a seconda dei casi o effettivamente 70 km. Ci sono rimasto male, dal 2006 cerco di entrare nel settore e trovo sempre dei blocchi burocratici, scarsi finanziamenti e imprenditori che aspettano di vedere se il guadagno esiste. Comincio a pensare di voler vivere come Donkey Kong: dall’alto di una scala a scagliare barili in testa a chi mi pare. Barili pieni di scorie nucleari. 9月7日 Tiramolla, Sig Bonaventura, Fortunello e Geppo (piccolo esercizio)Forse in questo momento un alieno sta facendo un’intervista per un giornale. Forse un uomo dal passato disgustoso ha firmato autografi tutta la notte e adesso è sopra un due piazze e mezza di un albergo con due cubiste a smaltire l’amaro, quello bevuto. Forse un finto barbone vive degli stenti altrui perché il suo gruzzolo gli serve per fare altro gruzzolo, non può perderne neanche una goccia. Forse qualcuno lavora poco, ufficialmente per sentirsi in pace con la coscienza in verità perché è un lavativo. Non dove i quattro disperati cercano di risollevarsi a vicenda, progettano e cercano di restare uniti perché soldi ne girano pochi, sono spiantati anche quelli più famosi. Disoccupazione a parte non cercano molta compagnia, sono diventati rissosi e intolleranti verso chiunque tanto che il barista non gli chiede il conto. Preferisce tenersi buoni quei quattro per il locale, avendolo sistemato da poco non aveva abbastanza soldi per pagare una security e l’assicuratore gli aveva sparato una cifra enorme per la copertura dagli atti vandalici. Ormai erano famosi in tutto il quartiere, chi gli avrebbe sfidati? In passato erano quattro persone a modo, il più pericoloso lavorava presso l’agenzia per il recupero crediti “Inferno”, ma coi peccatori era sempre gentile e si curava di loro fino alla fine del debito con una gentilezza incredibile. Almeno secondo il comune pensare, con i primi guai la pellicola che li ricopriva ha ceduto il passo alla pelle a squame. Tiramolla, da quanto ha bevuto negli ultimi anni, non riesce più ad allungarsi senza che il fegato faccia male, ormai nessun giornale lo chiama. Il Signor Bonaventura è stato smascherato da sua moglie, visto che pagava tutto lei lasciandogli il libretto degli assegni i festini segreti non si fanno più. Fortunello da quando un promotore della banca Mediolanum lo ha tampinato per fargli spostare il conto non riesce più a farsi offrire nulla e i figli e la moglie hanno chiesto il divorzio portando via tutto il gruzzolo. Geppo ha dormito sul lavoro una volta di troppo, adesso fa il cattivo per davvero. Insieme progettano di uccidere qualcuno che nelle loro teste gli ha rubato il posto nella società. Colpevole di volere troppo ha preso tutto imbucando i suoi amici in tutti i settori economici, per questo doveva morire. Quel bastardo di Topolino. 9月2日 Corto Maltese (mi è costato sangue!)Per lui il ragazzo andava bene così, all’oscuro dei pericoli e abbastanza grande per giustificare tutto con la storia della gavetta. Lo sfruttamento minorile, anche se giustificato in alcuni casi, era accettato solo per colori della pelle di tonalità differenti dallo standard europeo. Almeno a quelle latitudini. Con il suo stile aristocratico e intellettuale nessuna capitaneria di porto avrebbe mai potuto mettere in dubbio la parola gavetta, perché da lui ci si aspettava il termine apprendistato o una dichiarazione di custodia. Come il bambino che per nascondere una marachella cerca un comportamento da piccolo, per mettere davanti agli occhi l’innocenza della sua età prima del gesto. In pratica, scegliere gavetta, lascia intendere a chi ha passato tanti anni a vedere gli altri al lavoro che il termine è adatto alle circostanze. Maltese lo lasciava per certo. Dopo tutti quei viaggi per conto delle varie Compagnie travestito da pirata, e viceversa, ha poche certezze su come comportarsi davanti alla giustizia che circola clandestinamente e tante buone mosse per il campo aperto della criminalità legalizzata. A quelle latitudini ha perfino una buona reputazione e si lascia ben volere da tutti con quel suo modo leggero di trattare la gente, quasi da pari. Per l’esattezza non fa distinzioni perché è in grado di spremere sempre qualcosa, prima o poi trova il modo, per farlo deve conoscere bene chi gli è vicino. Usa sempre la visiera sugli occhi in modo che lo sguardo non possa essere intercettato. Lascia all’interlocutore decidere se è fisso sugli occhi, concentrato sulla figura o alla ricerca di nemici, a seconda del gusto. Il ragazzo lo aveva preso per scambiarlo con Rasputin per qualche bella ragazza e un paio di vogatori, gli avrebbe fatto gola uno schiavo che vestito bene potesse sembrare un ufficiale o un commesso viaggiatore mentre si avvicinava alle navi mercantili. Le vergate non si vedono col binocolo e le mani dietro la schiena sono un elemento della postura corretta per gli standard europei. Quel genere di figurante il ragazzo lo avrebbe fatto alla perfezione, se Cranio gli avesse indicato la preda giusta non avrebbe avuto lo stesso stile. Invece del figlio della serva (cameriera, secondo gli standard europei) aveva preso il cucciolo della padrona (datrice, secondo gli standard europei) nonché moglie di un generale tedesco. Con tutta la sua saggezza, il conoscere la vita dei marinai e i prodotti umani di tante civiltà, riesce solo a pensare di avere la testa dentro un mare di merda. Un mare ancora sprovvisto di cartina a cui non può nascondere lo sguardo. 8月31日 BlogDay 2008 (Liberi tutti)Certo, mi potrebbe accusare di autocelebrazione. Di egocentrismo e di generare un sistema piramidale al cui vertice siede un Bill Gates col suo piccolo blog sui bug delle varie versioni di windows. Si potrebbe dire che è una minchiata, che le classifiche degli amici le fanno alle superiori mettendo in ordine di stimolo ormonale le compagne di classe. Adesso dovrei darmi ai film porno per fare la persona seria.
Ma questo BlogDay 2008 lo voglio festeggiare citando senza motivazione alcuna cinque blog, perché mi piace così, perché voglio tornare ragazzino.
Sono solo 5 perchè la regola lo impone, trovo interessanti tutti i blog dove passo appena vedo l'aggiornamento. Ogni tanto mi ricordo anche di andare a trovare Seclet. Scrivo appena posso da Virginia. Saluto sempre la Sgnappy. Passo dallo Spaccio di Katia. Aspiro da Pollon. Mi tuffo nei pensieri di JosefK. Mi intrippo da Edo... etc etc etc Insomma TUTTI! 8月28日 Problema di matematicaUn brufoloso e ormonale studente delle superiori si ritrova a pochi giorni dalle vacanze estive con quasi tutti 6 in pagella, tranne matematica. Prima di andare a suola va al mercato e compra cinque uova, due confezioni di schiuma da barba, una rosa e 12 petardi dal mercante cinese di stoffe (essendo un problema il cinese vende anche stoffe e petardi, prodotti tipici della Cina per ogni sussidiario non aggiornato dal 1988 n.d.N.). Corre verso la scuola ad una velocità di 90 km orari su uno scooter truccato, con targhetta inclinata per rendere difficoltosa la lettura ai vigili, percorrendo 5 km senza mai fermarsi ai semafori. Entra in ritardo ed al termine delle lezioni esce con solo 6 in pagella. Come ha fatto?
Soluzione: interpretando liberamente QUESTO il 7 in condotta farà media con gli altri voti, perché tenersi un 9 quando seminando il panico a scuola si può uscire con un bel 7?
p.s.: chiaramente ho interpretato male le dichiarazioni della ministra, però sarebbe “figo” se solo il 7 in condotta facesse media. 8月26日 Scuse ufficiali al povero L’OnestoSe anche una sola delle divinità in declino che ho chiamato promettendo una nuova generazione di adepti e il ritorno alla modernità, ha seguito le mie richieste, questa lettera di scuse è indirizzata ad una persona che, nel minore dei mali evocati, è stesa in ospedale con diversi punti di sutura. Purtroppo non potevo immaginare che nella notte dei fuochi padovani il mio portafoglio finisse in buone mani. Premurose al punto di raccoglierlo e portarlo alla polizia municipale la sera stessa, unica forza dell’ordine che non ho contattato nei tristi giorni successivi. Se in questo momento, caro L’Onesto, stai soffrendo per colpa di Anubi, a cui avevo chiesto una “cosina” sulla testa per poterti individuare tra la folla, mi maledirò da solo per averlo evocato come prima forza ultraterrena. In quel momento avrei dovuto chiamare l’ultima forza italiana, la municipale che spaventa solo gli autisti. Se in questo momento, caro L’Onesto, sei ricoperto da diverse malattie veneree che ti renderanno un caso clinico per il resto della tua vita lo devi a Ziguliath, una divinità al gusto di caramelle che ho inventato per farti del male, provvederò a inventarne una nuova e cercherò di capire perché non ho chiuso la bocca. Se la seconda evocazione non funziona, caro L’Onesto, puoi sempre unirti agli adoratori di Ziguliath gratuitamente, gli ho promesso che avrei fatto da gran sacerdote e quindi le quote le gestisco io. Poco importa se dal portafoglio è sparita una percentuale del denaro, secondo me non sei coinvolto, molto probabilmente è stato lo S.T.U.P.I.D.O. il giorno stesso che ha ricevuto il manufatto dalla municipale. Grazie a te da oggi girerò per Padova con occhi nuovi, ti vedrò in ogni donna avvenente e cercherò di ringraziarti.
Tuo riconoscente Nicola 8月22日 Sede Territoriale Ufficio di Padova per l’Immagazzinamento Degli OggettiSe non lo stessi vivendo in prima persona non ci crederei, per il semplice motivo che la banalità e l’incongruenza dei fatti sono evidenti. Particolari che Watson nota e sottolinea mentre Sherlock non se ne cura perché elementari, come dire che nella storia sono l’ABC ma anche il meno attento noterebbe un geroglifico nel mazzo. Ho già raccontato di come ho perso il portafoglio e di come i fatti si siano complicati da un verbale di smarrimento temporalmente impossibile. Per il semplice fatto che il carabiniere ha messo a verbale “dichiara di essersi recato in data 15/10/2008 ai fuochi artificiali di Padova....”, quando “mi sono recato” il 16/10/2008 e ho dichiarato “ieri” in data 17/10/2008. Ma era domenica mattina anche per lui, non me la sento di biasimare un piccolo errore di concentrazione alla testiera quando io sembro un analfabeta. Lo perdono e mi auguro che se un giorno dovesse (per questioni di sorte avversa) puntarmi la pistola contro non si distragga col dito sul grilletto. Ma ieri pomeriggio la questione ha toccato punti tragicomici quando, per scrupolo, telefono all’ufficio oggetti smarriti e chiedo se nel loro limbo si trovi un manufatto atto al trasporto di valuta e documenti, anche detto portafoglio, il cui possesso può essere attribuito a me, in modo inequivocabile, attraverso l’analisi del nominativo più frequente all’interno delle carte ivi contenute. Il telefonista dopo avermi fatto attendere alcuni minuti, in numero compreso tra cinque e trenta, mi riferisce che l’analisi di tutte le carte contenute in tutti i manufatti anche conosciuti come portafogli presenti in sede ha esito negativo. A malincuore, nello stesso pomeriggio, inizio le operazioni di ripristino identità previste e faccio rilasciare dal mio comune la carta a norma di legge che attesta la mia persona. Necessaria per presentarmi dai carabinieri e rifare la patente, cosa che avrei fatto oggi. Questa mattina 22/10/2008 nel recarmi a casa scorgo sul tavolo una cartolina dell’Ufficio Oggetti Smarriti inviatami in data 20/10/2008 che afferma che nei loro uffici è depositato un manufatto contenente i miei documenti, la cui restituzione sarà effettuata previo pagamento di 4euro. Ma, ieri, in data 21/10/2008 a chi ho telefonato? Allo S.T.U.P.I.D.O.? 8月19日 Nicola, L’Onesto e L’Appuntato CarabinaQuei fuochi non si dovevano fare, il tempo aveva deciso per tutti impedendolo nel giorno fissato con un temporale memorabile. Non è stato ascoltato per cui il fato doveva scagliarsi su qualcuno, una allegra lotteria patavina della sventura che ha estratto me. Ultimamente, da quella tristissima ruota, vengo estratto con cadenza quadrimestrale e potrei “giocarmi” come primo estratto per sistemare le mie finanze con soli 2 euro a estrazione. Non avendo voluto ascoltare il tempo e neanche me stesso (non volevo andare a farmi schiacciare come una sardina, mi ci hanno costretto tirandomi per i maroni), ho smarrito il portafoglio in bicicletta. L’arco di tempo trascorso tra la caduta dalla mia tasca, la presa coscienza dell’evento e il setaccio completo dell’area interessata non ha superato i 20 minuti. In questo breve lasso L’Onesto ha raccolto il grano sparendo dalla scena, ancora oggi attendo sue notizie. Avendo con me anche il bancomat e la patente sono stato costretto a denunciare la scomparsa dai carabinieri, permettendo al tempo di vendicarsi una seconda volta mettendo sulla mia strada L’Appuntato Carabina. Soggetto che è riuscito a sbagliare la data in cui ho smarrito il portafoglio, leggendo gli atti si deduce che sono stato a quei benedetti fuochi artificiali il giorno prima e che ho prelevato dei soldi a smarrimento già avvenuto. Il caro Carabina non vuole rifare il verbale e io ho dovuto spiegare il prelievo alle poste al momento di confermare il blocco della carta. Compito arduo. Aspettando che L’Onesto si faccia vivo in fretta punto un paio di nomi sulla ruota della sventura patavina, due "ritardatari" che varranno un sacco di soldi. Doppia soddisfazione: vincita e alleggerimento personale. 8月15日 PattugliaA Padova, a ferragosto, il comune organizza nella piazza più grande (Prato della Valle) i fuochi d’artificio. In pratica ci comportiamo come tutti gli altri giorni dell’anno, ci ammassiamo nello stesso luogo, ed essendo in pochi ci ritroviamo tutti per fare gruppo. Anche solo per dire a chi si è ammassato nei luoghi di villeggiatura che noi eravamo più stretti. Qui il mio PRESIDIO chiude, non lascio il campo scriverò meno frequentemente, perché è difficile trovare qualcosa tutti i giorni, spero che la pattuglia (o farmacia di turno) sistemi le barricate.
Tanto per gradire:
8月14日 P.I.L. (Pattume Interno Lordo)Almeno una volta tutti, anche solo sotto spinta adolescenziale, abbiamo messo in dubbio il buoncostume e l’etichetta comune. Vestiario, comportamenti e rispetto delle regole possono non essere condivise ma in certi momenti si vorrebbe farne a meno, specialmente durante l’estate. Con il caldo si vorrebbe girare il meno vestiti possibile e allargare il proprio spazio personale con tutte i nostri arti invadendo i territori altrui. Dentro me alberga anche un profondo ipocrita, non mi curo dell’effetto che posso provocare ma mi scandalizzo dei modi altrui. Le pagliuzze negli occhi degli altri mi urtano la vista più del soffitto in travi con cui convive la mia retina. Credo di avere ancora impressa l’immagine del mio dirimpettaio in un campeggio da me frequentato tempo addietro, lo ricordo in canotta unta, immerso nella lettura di “Bild” e sorseggiante birra. Un figurino sui 120-130 kg. Da parte mia passavo tutto il giorno a petto nudo mangiando pizza tonno e cipolla commentando la “Gazzetta dello sport” ad alta voce con il mio amico immaginario, noncurante di avere la bocca piena. Fortunatamente il pattume del web cerca di subliminare le buone maniere per contenere il rifiuto dell’etichetta, alcuni esempi:
Il PRESIDIO continua fino a domani, compreso, ma se volete farvi avanti lascio la barricata. “Il morbo infuria, il pan ci manca, sul ponte sventola bandiera bianca”. |
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