Nicola's profileNel cassettoPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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December 14 Winnie the PoohCerte eredità affettive sono solo il peso del passato, grosso come un macigno sulla personalità. Non si conosce bene, perché altrimenti diventerebbe un ricordo, ma il segno sul presente è nelle pieghe della personalità. Prendiamo il buon Winnie the Pooh nella sua bella casetta, tutta ordinata e nei suoi modi di fare gentili fino alla nausea. Apparentemente rispettabile e degno di rispetto per tutti, infatti non c’è macchia nei suoi trascorsi e nel suo presente. Forse in futuro, ma non c’è certezza. La madre lo aveva chiamato Vanni, perché richiamava una nobiltà nelle sue orecchie paffute di orsa di pezza. Non poteva immaginare il rigetto di quel nome nell’età dell’adolescenza, solo per fingere di essere un membro di un gruppo alla moda di quei tempi. Molti anni dopo quel nome storpiato lo porta ancora inconsciamente. Winnie è un adulto bambino, sono passati anni ma gioca ancora a cercare il miele che la mamma nascondeva. Invecchia solo fuori. Una eredità affettiva rosa e maniacale, come la madre che gli voleva bene e alla quale Vanni ha fatto tanto male. Non può uscire dal bosco per una restrizione mentale, quasi fosse un carcere imposto. Non si rende conto che aver messo in disordine la stanza non è considerato peccato o un atto criminale da codice penale. Comments (10)
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