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Nel cassetto |
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Qualche amico.
3月9日 Caro BlogCaro Blog
Ultimamente ti ho trascurato tantissimo e cosa peggiore non mi sono curato dei miei vicini di blog.
Tutto ha un limite, anche la negligenza, per cui da oggi in poi cercherò di tenerti aggironato almeno una volta alla settimana.
Cordialemente tuo
Nic 1月18日 E' primavera!Tutto fuori è grigio e freddo, anche certe notizie preoccupano. Ma è primavera, garantisco io per lei. 1月15日 Al bancoQuesta mano è mia, la riconosco. Aspettavo quella giusta, mescola bene i colori perché le monete sono tue da quando sono entrato. Dalla prima all’ultima, quasi avessi lavorato tutto il giorno solo per vedere la mia mano in questo momento. Ho aspettato da quando mi sono alzato dal letto e ho iniziato a soffrire, peccato non aver avuto altro dolore da lasciare alle spalle. Le mie azioni erano limitate e questo devo ammetterlo, ma domani sarà tutto diverso. Mescolo io per te, quel colore non mi piace più. Piccolo servizio per il sovrapprezzo, per cui cerca di mescolare come dico io. Hai mandato fuori quello prima di me e lo farai anche con quello dopo, ma adesso è il mio e vedi di mescolare bene. Chiudo gli occhi per non vedere i colori e il liquore nel bicchiere cade lasciando musica nell’aria. Primo colore a mio favore, ora metti dentro il bianco e due gocce d’acqua. Solo due. Questa mano sul bicchiere è mia, ma è così lontana da sembrare di un altro. 12月29日 Farmaci di rito o rito di farmaci?Era da parecchio che le mie vie respiratorie non si lamentavano al punto da costringermi alla ritirata strategica sotto le coperte. Non lo verrei, perché guadagnare qualche soldino in più non farebbe male alle mie tasche, non mi mancano ago e filo se dovessi chiudere qualche buco ma in previsione di tempi bui metto in tasca qualche pila. Ho saputo che una parte dei miei connazionali soffre delle stesse problematiche di salute e mi auguro che a loro venga sottratto del tempo per andare in vacanza in dolce compagnia, non come malaugurio ma perché così in giro ci sono persone più rammaricate di me. Questa volta ho l’impressione di essere finito in mezzo ad un rito di farmaci propiziatorio per il 2009, nel senso che la sequenza di farmaci da assumere (tengo a precisare: tutti per via orale) sembra una formula magica. Nomi così altisonanti mi auguro non siano il nome di qualche studioso o delle loro donne ma paroline magiche in qualche lingua sconosciuta. Come dire, se ripeto 100 volte la sequenza corretta potrebbe sbucare fuori una fatina dal passato, ancora incredibilmente giovane ed avvenente. Anche se con la fortuna che mi ritrovo potrebbe sbucare un orco alle spalle. Tentare non nuoce: Sim Sala Aulin!! Abra Ketoprofene!!Nada. Non accade nulla, che è sempre meglio dell’orco alle spalle. 12月28日 Ciao Vanni (a.k.a. Winnie the Pooh)Caro Vanni, purtroppo non mi manchi, voglio essere sincero dalle prime battute. Non è stata tutta colpa mia, mi piacerebbe tanto che fosse un punto fermo in questa discussione, anche se il tuo contraddittorio non può essere allegato. Dopo la tua scomparsa ci siamo trovati più volte per ricordarti e non siamo riusciti a tirare fuori un solo aneddoto decente per passare la serata con qualche lacrimuccia, giusto per intonare un piagnisteo. Al primo ritrovo il picchio che ti abitava sopra ha parlato di un problema che ti affliggeva le retini e di come fosse difficoltoso per te leggere il giornale, ma quando la talpa che ti stava sotto ha fatto il suo ingresso in sala la commozione ha lasciato lo spazio all’imbarazzo del picchio che ha domandato chi cavolo era il morto. Abbiamo fatto una cena a base di miele e ancora adesso mi domando come cazzo facevi a mangiare la pasta dolce. Tutto passa, come gli interminabili pomeriggi a chiacchierare di “miele e miele” che interrompevi solo per cantare “Piccola Ketty”. Passerà tutto, come la macchina sopra di te, in un secondo. Passerà tutto, anche questo senso di colpa che non capisco, perché il freno a mano non l’ho disinserito per sbaglio ma la colpa di esistere era tua.
Tuo Tigro 12月18日 Gargamella, il paiolo e Bue GrassoLo si notava anche senza cercarlo, un uomo grosso in un villaggio di malnutriti spicca per il suo portamento e lo spazio che occupa al mercato. Stranamente soffice al tatto e veloce nel sparire dietro gli angoli quando gli occhi si posavano insistenti era una persona premurosa e istruita molto più di quello che si poteva pensare. Nella mattinata gli avevano detto che Gargamella non si faceva vedere da mesi e che restava chiuso nel suo studio per giorni interi facendo piccole uscite per ispezionare un punto del fiume. Preoccupato decise di andare a trovarlo con la scusa di sentire qualche consiglio medico per la sua compagna che non stava bene. Nessuno si sarebbe fidato delle pozioni e delle diagnosi di Gargamella e Bue Grasso avrebbe etichettato qualsiasi medicina prodotta da lui come placebo utile per tutto e niente. Gargamella aveva accolto Bue Grasso alla porta con la solita tunica nera come la notte, dono di un druido secondo lui ma per il sarto del paese frutto di una giacenza del tessuto sotto la sua riserva di carbone. Introdotto nello studio Bue Grasso notò il paiolo, che Gargamella dichiarava antico ma che il fabbro diceva essere il primo esercizio del figlio col metallo, colmo di liquido denso e blu. L’aria provata di Gargamella e il riflesso azzurro dei denti gli fecero sospettare l’assunzione dell’intruglio dallo stesso produttore. Esaurito il dibattito sulla salute della moglie Bue Grasso iniziò ad interrogare Gargamella sulla sua salute con in tasca una lozione di erba spumosa e qualche denaro in meno. Presto Gargamella raccontò di come aveva scoperto il luogo in cui i puffi andavano a fare il bagno e di come riusciva a catturarli, soltanto un puffo con gli occhiali riuscì a fuggire ma dalle condizioni in cui era si diceva certo di una sua morte veloce. Gargamella era disperato per la sua incapacità nell’utilizzo delle formule del libro che prometteva ricchezza e lunga vita con i puffi, aveva cucinato e spellato 32 esemplari e aveva bevuto innumerevoli intrugli blu senza ottenere nulla. Lo sguardo perso e le occhiaie potevano essere il segno di una intossicazione o di notti insonni. Bue Grasso, preoccupato per lo stato alterato dell’amico, sfogliò il libro alla ricerca di un ingrediente tossico contenuto nelle ricette. Non trovò nulla, solo una piccola postilla sul retro della copertina. Una nota piccola che lo mise subito in allarme per la salute mentale di Gargamella: “ATTENZIONE: il libro esaudisce i desideri solo se si avverano”. 12月15日 Il fiume puffosoQuattrocchi si muoveva impacciato tra quella piccola folla; posava lo sguardo cercando qualcosa addosso agli altri piccoli amici. Una goccia di sudore, a dicembre, avrebbe fatto apparire Investigatore dall’angolo della prima casa in quella rete, che Puffo Urbanista ha voluto speculare e simmetrica, per quanto era sospettoso. Ma Quattrocchi era morto da tempo e il puffo che lo impersonava era Investigatore che, stava marcando ogni puffo con piccoli segni visibili solo ai suoi occhiali puffosi. Il sudore che colava dalla fronte non era il prodotto di fatiche ma la paura che cercava di trovare spazio tra la pelle blu. Contava e ricontava, ma di puffi ne aveva segnati solo settanta senza traccia dei rimanenti. Nessuno si era accorto delle assenze a parte lui, che aveva dovuto marcarli senza sosta per diversi giorni. Solo l’assassino si era spaventato nel vedere la vittima puffare liberamente. Di questo era certo ed oggi poteva dare un nome a quel buffo muso che non aveva aperto bocca in sua presenza; troppo uguale agli altri. L’aveva fermato al fiume. “Che è meglio! Come chiede sempre il Grande Puffo: siamo sempre ciò che desideriamo, tu cosa desideri?” “Che mi molli, che mi dici chi sei e che vai lontano da me.” “Eh eh eh. Ma chi lo desidera, che è meglio?” “Puffo Libraio, il 99°. Tu chi sei?” “Quattrocchi! Che è meglio!” “Lo imiti malissimo, non c’è più” “…L’hai ucciso tu” “No, ma non mi ha restituito un libro” La conversazione non andò oltre, una tunica di tenebre li sorprese.
n.b.: grazie a gei gè! 12月14日 Winnie the PoohCerte eredità affettive sono solo il peso del passato, grosso come un macigno sulla personalità. Non si conosce bene, perché altrimenti diventerebbe un ricordo, ma il segno sul presente è nelle pieghe della personalità. Prendiamo il buon Winnie the Pooh nella sua bella casetta, tutta ordinata e nei suoi modi di fare gentili fino alla nausea. Apparentemente rispettabile e degno di rispetto per tutti, infatti non c’è macchia nei suoi trascorsi e nel suo presente. Forse in futuro, ma non c’è certezza. La madre lo aveva chiamato Vanni, perché richiamava una nobiltà nelle sue orecchie paffute di orsa di pezza. Non poteva immaginare il rigetto di quel nome nell’età dell’adolescenza, solo per fingere di essere un membro di un gruppo alla moda di quei tempi. Molti anni dopo quel nome storpiato lo porta ancora inconsciamente. Winnie è un adulto bambino, sono passati anni ma gioca ancora a cercare il miele che la mamma nascondeva. Invecchia solo fuori. Una eredità affettiva rosa e maniacale, come la madre che gli voleva bene e alla quale Vanni ha fatto tanto male. Non può uscire dal bosco per una restrizione mentale, quasi fosse un carcere imposto. Non si rende conto che aver messo in disordine la stanza non è considerato peccato o un atto criminale da codice penale. 12月10日 The White and Blue treeDopo dovrebbero arrivare al traguardo quelli d’argento e bronzo, ma l’arrivare secondo non mi fa voglia. Il sopracitato è venuto talmente bene che qualcuno ha pensato che potesse essere mio. Per cui questo lo chiamo semplicemente “the White and Blu” ed è il prodotto di mia sorella, ho molti anni da vivere e faccio ancora in tempo a mostrare quanto sono incapace di allestire un albero e a maneggiare delle statuine in altre occasioni. Io non mi sporco le mani per questo Natale!
per la realizzazione del post nessun parente dell'autore è stato maltrattato
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